Cronarmerina - Edicole Votive

Stemma dell'Accademia Studii di Piazza

Stemma del Regno Delle Due Scilie, Sala Mostra del Libro Antico, Biblioteca Comunale, Piazza Armerina

Nella Sala della Biblioteca Comunale¹ che ospita la mostra del Libro Antico, c'è uno stemma al quale, anche se di grandi dimensioni, i visitatori rivolgono soltanto un rapido sguardo, per poi continuare la loro visita. Non è completamente anonimo perché alla base c'è la grande scritta REALE ACCADEMIA DEGLI STUDII DI PIAZZA, ma non basta per far capire a cosa effettivamente si riferisca e quale importanza abbia avuto in passato soprattutto per i piazzesi. L'altro giorno, nell'ennesima visita ho fatto alcune foto, tra queste quella in alto, e subito è scattata la ricerca. È lo stemma del Regno Delle Due Sicilie scaturito dal Congresso di Vienna tra il 1814 e il 1815 e in particolar modo dal Trattato di Casalanza, a pochi passi da Capua (CE), nel 20 maggio 1815. Con quest'ultimo trattato l'imperatore d'Austria Francesco I d'Asburgo-Lorena (1768-1835) riconsegnò, dopo il decennio napoleonico, all'alleato Ferdinando I di Borbone IV di Napoli III di Sicilia² i Regni di Napoli e di Sicilia che, dal dicembre 1816, si riunirono col nome di Regno Delle Due Sicilie e per questo Ferdinando prese il nome di Ferdinando I re delle Due Sicilie. In quel periodo a Piazza dal 1780 esisteva la Real Accademia Degli Studii, erede dell'Università degli Studi di Piazza Chiarandà intitolata al piazzese don Antonino CHIARANDÀ e istituita nel 1689. Per 78 anni l'Università era stata condotta dai PP. Gesuiti sino al loro allontanamento dal Regno nel 1767. Dopo 13 anni l'Università venne riaperta col nome di Accademia ma a dirigerla non furono più i PP. Gesuiti bensì i Domenicani, che si trasferirono dal loro convento di S. Domenico (poi Seminario Vescovile) al Collegio³ che, nel frattempo, era diventato sede del Comune il quale dovette trasferirsi nel convento domenicano. L'Accademia aveva due corsi di studi, quello di filosofia o delle arti e quello di studi superiori con cattedre di teologia (5 anni), di medicina e di giurisprudenza (3 anni) che rilasciavano solo attestati di studio, mentre le lauree erano conferite dall'Università di Catania. Questa organizzazione scolastica durò sino al 1826, quando il re Francesco I soppresse nel Regno 5 Accademie tra le quali quella di Piazza, istituendo al loro posto i Regi Licei, veri e propri istituti medi superiori propedeutici agli studi univesitari. Pertanto, lo stemma nella foto, dipinto su una lastra di metallo ovale di cm 78 x 97, sicuramente fu affisso sul portone d'ingresso non prima del 1816 e fu tolto forse già nel 1826, sicuramente nel 1861, quando si ebbe il nuovo Regno d'Italia. Nello stemma che, oltre agli altri due sotto i portici, risulta essere il terzo stemma reale presente nel chiostro dei Gesuiti, vi sono rappresentati 17 tra regni e casate (per esempio: Castiglia, Aragona, Farnese, Medici etc.), e 6 ordini tra i quali c'è quello più in basso del Toson d'oro, massima onorificenza cattolica europea riservata ai monarchi. Se vi trovate dalle parti di Sant'Ignazio, fate una capatina in Biblioteca e date un'occhiata da vicino a questo stemma di 200 anni fa che, ultimamente, è stato affiancato da due pannelli descrittivi in quattro lingue.

¹ Ex Sala del Coro dei PP. Gesuiti poi Oratorio della Confraternita Dei Nobili che, nell'ottobre del 2016, è stata intitolata allo scomparso il 27 luglio 2016 Filippo Acquachiara, Vicepresidente del Consiglio di Biblioteca. Durante la 2^ Guerra Mondiale la sala fu adibita a ospedale (P. Satariano, Storia della Biblioteca Comunale..., Tesi Univ., 2004/05).

² È lo stesso Re che col nome di Ferdinando III di Sicilia soggiornò per qualche giorno a Palazzo Trigona della Floresta nel maggio del 1808, come ci ricorda la grande iscrizione sul portone d'ingresso.

³ Ecco perché nella parte alta del Collegio, quasi limitrofa al Castello Aragonese, esiste la stradina chiamata salita S. Domenico.

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Fontana c.da Pasquasia/n. 62

A un chilometro e mezzo dalla Fontana n. 61 c'è questa, la Fontana/abbeveratoio n. 62. Si trova sulla sx della SS117bis a 12,5 Km da Enna Bassa. Qui siamo in c.da Pasquasia, quella della famosa miniera chiusa nel 1992. A un chilometro a sx da questa fontana troviamo, sulla strada statale che da ca. 400 metri diventa SS122, il bivio che ci consente di prendere la SP30 che ci fa arrivare al Borgo Cascino, intitolato al nostro Generale Antonino Cascino nel 1940. La fontana costruita nello stesso periodo della n. 61 di contrada Bruchito, quindi intorno al 1942, riporta sulla parte anteriore del blocco in marmo rivolto verso la strada statale la stessa scritta dell'ECLS, l'Ente che decise la costruzione <<MINISTERO AGRICOLTURA E FORESTE ENTE DI COLONIZZAZIONE DEL LATIFONDO SICILIANO>>. Ai lati della scritta sono rimasti gli incavi che contenevano due grandi fasci littori eliminati a colpi di scalpello, probabilmente subito dopo il secondo conflitto mondiale. Al contrario dell'altra a qualche chilometro non riceve più acqua, quindi sia la vasca rettangolare che quella semicircolare dal bordo arrotondato e massiccio sono vuote e all'asciutto. Dalla base della collina vicina parte un grosso tubo di ferro zincato che arriva sulla cima della fontana. Doveva essere l'ultimo espediente per far arrivare l'acqua, prima del definitivo abbandono che, nonostante siano passati 75 anni, non ha minimamente scalfito la robusta costruzione, rimanendo ben in mostra agli automobilisti che gettano solo un'occhiata di sfuggita.

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Le vie di Piazza/S parte 1^

Dal 20 ottobre 2016 ho iniziato ad elencare tutte le strade di Piazza Armerina, con scritto accanto da dove iniziano sin dove arrivano, per meglio localizzarle. Lo scopo principale è quello di far conoscere ai Piazzesi e non il nome sia delle strade conosciute, sia delle tante sconosciute ai più e con nomi particolari. Ogni post elencherà le vie in ordine alfabetico e, per quanto è possibile, è stato messo a chi è stata intitolata. Si accettano segnalazioni di eventuali vie sfuggite nella compilazione.

S/parte 1^
Via SAFFILA, (famiglia) da via Teatro a via Pietro Cagni
Via SALEMI, (famiglia) da Via Garibaldi a via dr. S. La Malfa
C.le SALERA, (famiglia) nella via Santa Lucia
Vico SALVAGGIO, (famiglia) nella via Stradonello
Largo SALVATORE, (chiesa trasf. in abitazione) da via Mazzini a Scalazza Salvatore
Via SANALITRO, (Modesto, caduto 1^ G.M.) da via S. Principato a via G. Verga
S.ta SAN DOMENICO, (per trasferimento PP. Domenicani alla direz. Collegio Gesuiti) da via Lo Re a via Vitt. Emanuele
Piano SAN FILIPPO, (chiesa) da via Celso a via Pocorobba
Costa SAN FRANCESCO, (chiesa e convento) da Via L. De Assoro a Sotto Rocca S. Martino
Via SAN GIORGIO, (chiesa trasf. in abitazione) da via Villarosa a via T. Tasso
Largo SAN GIOVANNI EVANGELISTA, (chiesa e monastero) da via Umberto I a via Barone Camerata
S.ta SAN GIOVANNI EVANGELISTA, (chiesa e monastero) da via Garibaldi a Largo S. Giovanni Ev.
Vico SAN GIUSEPPE, (chiesa) da via Fuardo a via Alessandro
Via SAN MARCO, (chiesa trasf. in abitazione) da via L. De Assoro a via Misericordia
Vico SAN MARCO, (chiesa trasf. in abitazione) da via S. Marco a via Pittà
Via SAN MARTINO, (chiesa) da piano Crocifisso a via Gesù Maria
Via SAN MARTINO CAMPAGNA, da via Catena a via S. Nicolò
Via SAN NICOLÒ, (chiesa) da via Monte a piano S. Martino
Via SAN PIETRO, (chiesa) da via Madonna Rocca a piazza Gen. Cascino
Discesa SANTA BARBARA, (chiesa) da via Roma a via Bologna
Via SANTA CHIARA, (chiesa e convento) da via Umberto I a via Pasqualino Cagni
Via SANT'AGOSTINO, (chiesa e monastero) da via Mazzini a via Miraglia
Via SANTA LUCIA, (chiesa) da piazza Regione Siciliana a via Scarpello
Via SANTA MARGHERITA, (chiesa trasf. in abitazione) da piano Carcere a via Muscarà
Via SANTANGELO, (Giacomo, cons. com. 1861) da via Fuardo a via Mazzini
S.ta SANT'ANNA, (chiesa e monastero) da via Vitt. Emanuele a via Sant'Anna
Via SANT'ANNA, (chiesa e monastero) da via salita Marco Trigona a via Floresta
Via SANT'ANTONIO POVERELLO, (chiesa trasf. in abitazione) da via Carmine a via Carmine
S.ta SANT'ANTONIO, (abate, chiesa) da via Garao a via Sant'Antonio
Via SANT'ANTONIO, (abate, chiesa) da via Roma a a s.ta Sant'Antonio
Vico SANT'ANTONIO, (abate, chesa) nella via Sant'Antonio
Via SANTETTA, (famiglia) da via T. Tasso a c.da Santetta/Castellina
P.zza SANTA ROSALIA, (chiesa e convento) da via Cavour a via Monte Prestami
Via SANTA ROSALIA, (chiesa e convento) da via Cavour a via Sant'Anna
Largo SANTA VENERANDA, (chiesa) nella via Santa Veneranda

(continua)

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Fontana c.da Bruchito/n.61

Questa volta non siamo precisamente in territorio piazzese, ma in quello ennese. Infatti la Fontana/abbeveratoio n. 61 nelle foto si trova a 11 Km da Enna Bassa sulla strada statale SS 117bis (incrocio con la Strada Comunale 29) che divide la contrada Bruchito a dx dalla Salsello a sx provenendo da Enna. La costruzione è quella tipica degli anni del periodo fascista. Infatti, dalla scritta in rilievo sul marmo rivolta verso la statale, in parte cancellata assieme al fascio littorio, sicuramente non dall'usura perché l'altra metà è quasi integra, si legge <<MINISTERO AGRICOLTURA E FORESTE ENTE DI COLONIZZAZIONE DEL LATIFONDO SICILIANO>> sottostante c'è il <<FASCIO LITTORIO>> e ancora più sotto c'è <<A. XX>>. Perciò siamo nell'anno XX dell'Era Fascista ovvero nel 1942, considerandone l'inizio il 31 ottobre 1922, quando Benito Mussolini divenne Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dopo la marcia su Roma di 3 giorni prima. Quando viene costruita questa fontana è già sorto il Borgo Cascino voluto con altri 7 dall'ECLS (Ente per la Colonizzazione del Latifondo Siciliano) 3,1 Km più avanti, su una collinetta quasi di fronte al monte Pasquasia, sì proprio quello della miniera di sali potassici e kainite chiusa nel 1992. La struttura della fontana è in marmo, ben fatta, semplice, bella da vedere esteticamente (almeno per me) e robusta, tanto da resistere per tre quarti di secolo all'incuria e alla negligenza, piena di acqua e con l'aqua corrente, come si vede dalla foto in alto. Sopra il tubo di ferro da dove fuoriesce l'acqua c'è un cartello illeggibile, dove probabilmente si ricordava che l'acqua non era potabile.

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Edicola n. 56

Nella foto c'è l'Edicola Votiva n. 56 che si trova lungo la strada SP89a che dall'Indirizzo porta al Convento-Chiesa-Cimitero di Santa Maria di Gesù. È ben visibile dalla strada essendo posta a sx del cancello d'ingresso alla proprietà recintata. Nella sua semplicità è ben fatta, perché la statuetta dell'Immacolata Concezione con dei fiori e una lampadina si trova dentro una cappelletta trasparente, no so se di vetro o di plastica. È l'unica del mio censimento con questa tecnica di costruzione che la rende facilmente visibile ai passanti a piedi o in auto. È tenuta benissimo, pulita e in ordine, complimenti ai proprietari.

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Fontana c.da Saburgio/n. 60

Eccovi un'altra fontana, è la Fontana di c.da Saburgio/n. 60 del mio censimento. L'amico che mi ha spedito la foto mi ha precisato che questa contrada è chiamata erroneamente "Sabugio". Infatti, da una mappa del XV secolo che si trova nel Museo Archeologico di Gela, risulta appunto Saburgio¹. È la contrada che si trova tra quella di Leano² e quella di Rasalgone, sulla SP16 per Mirabella Imbaccari. La fontana è molto semplice ma sia la scultura in marmo, dov'è impiantato il rubinetto in ottone, sia la vasca sottostante sembrano molto antiche e si vede chiaramente che è stata restaurata da poco facendo bella mostra.

¹ Il Villari a pag. 432 del suo volume Storia della Città di Piazza Armerina, ed. 1981, la chiama Sabuggio.

² Questa contrada ha avuto altre 4 variazioni: Eliano, Aliano, Alliano e Liano.

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