Guardando gli altri/5

L'Otus scops o Assiòlo o Chiù o, a Piazza chiamato Chiùpp  

 L'Angelo di Dio

Per Sant'Alessandro, il barrafranchese si mise sulla mula e se n'andò a vedere il suo campo come cresceva. Già spigava, più alto d'un uomo, e a quel venticello faceva le onde come il mare, fitto e lucente. Non c'era uno più contento di lui; e stava a bocca aperta a mirarlo, senza pensare al tempo. Si fece notte, ed era ancora là che non poteva spicciarsi di quel trionfo; e come spuntò la luna si mise sul colle per guardarlo meglio, e andava dicendo a voce forte:
- Vuoi vedere, così bello com'è che quest'anno va più valoroso che mai, e mi fa sei salme di frumento più dell'orto?
Nel mentre, il chiù che s'era assettato sull'olmo, aprì il becco e gli rispose:
- Più!
- Per Sant'Alessandro - gridò lui con gioia - quest'è l'angelo di Dio che risponde, e dice che m'ha da fare di più. E quanto allora, otto salme?
- Più, più! - rispose quello.
- E bravo l'Angelo di Dio! - diceva lui -.
E quanto allora, che mi conforta: dieci?
- Più!
- Dodici?
- Più!
E così restò tutta la notte, lui a crescere e l'altro a fare più più.
[Tratto da Francesco Lanza, Mimi Siciliani, 1928]
 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it

 

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