Gaetano Masuzzo

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Edicola n. 60

L'Edicola Votiva n. 60 è quella rappresentata dalla statua di Padre Pio posta su una colonna di grosse pietre. Si trova in contrada Santa Croce, subito dopo la rotonda per Mirabella Imbaccari, nell'angolo a sx formato dalle vie Ammiraglio Conti, Caduti di Nassirya e Leonardo da Vinci, che poi continua con la SP16 verso Mirabella Imbaccari. È molto semplice e recentemente ho constatato che è tenuta molto bene dagli abitanti vicini. Approfitto dell'occasione per ricordare ai miei concittadini che la zona, la contrada e, quindi, la rotonda, prendono il nome da un'antica chiesa che si chiamava appunto Santa Croce¹. La chiesa era vicina alla croce in pietra ancora esistente, alla cui base c'è scolpito l'anno 1714. Ultimamente, facendo altre ricerche, ho letto che la chiesa e poi la croce, erano state edificate, perché era consuetudine dei fedeli piazzesi percorrere, diverse volte l'anno, una Via Crucis che partiva dalla croce, anch'essa in pietra, di San Pietro, quindi attraversava le Botteghelle, scendeva la discesa di Altacura, saliva per l'odierna via Libertà, allora una trazzera che costeggiava il convento dei Cappuccini sovrastante, per poi dirigersi verso Santa Croce, dove poi fu eretta l'omonima chiesa. Lungo il percorso esistevano diverse edicole votive, davanti alle quali i fedeli si fermavano in preghiera, per poi riprendere il cammino. La chiesa di Santa Croce all'inizio del Novecento fu abbattuta, per realizzare la rotabile per Mirabella Imbaccari, rimanendo in suo ricordo soltanto la vicina e robusta Edicola Votiva.

¹ Con questo nome esiste anche un monte tra Piazza Armerina e Mirabella Imbaccari, a un paio di Km ca. a Nord-Est di quest'ultima. Il monte Santa Croce, che sulle cartine risulta alto 570 m, è menzionato in un diploma in latino del 1148 del conte Simone Aleramico, quando questi concede all'Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme la chiesa di Sant'Andrea e alcuni feudi e casali, tra i quali quelli di Gallinica delimitato dal torrente Fucello proveniente, appunto, dal monte Santa Croce.

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L'antenato del Palio

La Cavalcata di Piazza erede del Palio dei Bèrberi (o Bàrberi), anni '40

In questi ultimi mesi, durante alcune ricerche, mi sono imbattuto in quello che, secondo me, è l'antenato della Cavalcata degli anni 40/50 e del Palio dei Normanni moderno che si svolge ogni agosto lungo le strade, in piazza Teatro, in piazza Duomo/Cattedrale e al campo sportivo Sant'Ippolito nella nostra Città. Uno dei più importanti storici della nostra Città, l'avvocato Alceste Roccella (1827-1908), in uno dei 7 volumi della sua Storia di Piazza, e precisamente nel Volume Terzo Chiese e conventi ed istituti di Filantropia in Piazza Per Alceste Roccella, ci ricorda che ai suoi tempi, nella seconda metà dell'Ottocento, in estate veniva svolta una corsa di cavalli bèrberi. Questi cavalli erano originari della Barbéria, nome dato anticamente al Nord Africa perché abitato dal popolo dei Bàrberi, ed erano noti sin dall'antichità per la loro robustezza e velocità. Il Roccella non precisa né il giorno in cui si svolgeva la corsa, che assunse il nome di Palio dei Bèrberi o Bàrberi, né l'arrivo (forse a Costantino o allo Scarante), ma ci dice che la partenza avveniva dalla Commenda di San Giacomo d'Altopascio, davanti l'odierno ingresso principale del Cimitero Comunale della Bellia. Per questo devo ritenere che il Palio si svolgesse il 25 luglio, festa di San Giacomo il Maggiore apostolo. Le caratteristiche principali di queste corse erano tre. La corsa era prettamente rettilinea, pertanto si raggiungevano alte velocità; veniva attraversato pericolosamente il centro abitato da nord a sud senza barriere di contenimento ai lati del percorso; inizialmente i cavalli correvano "scossi", ovvero senza fantini, in seguito si decise di montarli, ma senza l'ausilio di selle, "a pelo" (come nella foto). Questo genere di corse rappresentavano la parte principale delle feste popolari in tantissime località italiane, la più famosa è quella che si svolge due volte l'anno a Siena, ma una si volge anche nella vicina Calascibetta e l'anno scorso si è svolta il 3 settembre per la festa a Maria Santissima di Buonriposo. Un'altra vicino a noi era quella di Caltagirone, che partiva dallo spiazzo antistante il convento di San Francesco di Paola e aveva la simpatica caratteristica che prima della stessa venivano distribuiti confetti a gentildonne e gentiluomini cittadini e forestieri.

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Fontana Villa Laspina/n. 67

La Fontana n. 67

Cancello d'ingresso di Villa Laspina - Aidone (En)

Questa è la Fontana n. 67 fotografata dall'esterno della Villa Laspina lungo la SS288 che collega Aidone a Raddusa. Questa villa si trova a ca. 3 Km da Aidone e a 500 m a ovest, in linea d'aria, dalla zona archeologica di Morgantina. Prima di assumere questo nome, ne aveva avuto altri due per essere stata di proprietà prima della famiglia Ranfaldi (esiste una foto degli anni Trenta con la scritta sul cancello d'ingresso "F. RANFALDI") e, poi, Toscano. La Fontana è chiaramente recente ed è formata da una semplice vasca in muratura, su cui dovrebbe cadere l'acqua da 4 canali, che sembrano degli antichi doccioni o gargolle (in francese gargouilles, in inglese gargoyles) recuperati da altri siti.

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Edicola n. 59

L'Edicola Votiva n. 59, rappresentata da una statua della Madonna poggiata su un grosso masso, è quella che si trova davanti la chiesa del Gran Priorato di Sant'Andrea. A proposito del periodo di costruzione di questo Gran Priorato prima fuori le mura della Città, lo storico Litterio Villari nella sua opera Storia Ecclesiastica della città di Piazza Armerina del 1989, a p. 139, ci dice che "il conte Simone¹ fondò e dotò la chiesa al tempo in cui Ruggero era re di Sicilia² (e quindi dopo il 1130); poi la legò in perpetuo alla chiesa patriarcale del S. Sepolcro nel 1148 con il diploma già ricordato. Sapendo inoltre che il conte Simone successe al padre nel governo dei Lombardi di Sicilia dopo l'anno 1137, dobbiamo cercare l'anno di fondazione tra il 1137 ed il 1148". Pertanto, è da considerare tra gli edifici ecclesiastici più antichi ospitati nel nostro centro abitato, assieme alla chiesa di San Martino di Tours e al campanile della chiesa di Santa Maria nel borgo Patrisanto poi di San Lorenzo o dei Teatini.

¹ Simone Aleramico o del Vasto (primi decenni del 1100 - 1156) conte di Policastro, di Butera e di Paternò, signore di Cerami.

² Ruggero II d'Altavilla (1095-1154) re di Sicilia dal 1130 al 1154.

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