Il poeta Carmelo Scibona / 5 e ultimo

Busto del poeta Carmelo Scibona nell'omonima villetta al Monte
Secondo il mio modesto parere, l'opera di Carmelo Scibona (1865-1939) oltre alle indubbie qualità artistiche, poetiche, linguistiche e satiriche, è da ritenersi altamente preziosa per averci tramandato uno spaccato della vita (nomi, cognomi, soprannomi, 'ngiùrie, professioni, politica, abitudini, vizi e virtù) che si conduceva nella nostra Città a cavallo dei due secoli passati, Ottocento e Novecento. Il primo componimento dei complessivi 270 è del 1878, quando aveva 13anni, e il secondo del 1883. Pertanto, anche in mancanza di foto e di video, ma grazie ai versi dello Scibona, accompagnati da tante note informative, ci si può calare nella vita quotidiana dei nostri nonni per prendere, perché no, anche qualche lezione. La nostra Città al poeta ha intitolato una via e la villetta accanto alle scuole della Trinità, ex ciàngh Balilla, nel suo quartiere Monte, dove sul busto realizzato dal bravo scultore piazzese Salvatore Martello (1948-2008) troviamo la scritta
CARMELO SCIBONA
POETA DIALETTALE 
PIAZZESE
 
e i seguenti versi di avvertenza che già troviamo nella prefazione dell'autore al volume U Cardubu pubblicato a Milano nel 1935:
 
È meggh a dirlu prima
Senza purtèm a strénz.
Quatr m' l'è sauvàt:
Serv'nu pa s'ménz.
 
(Traduzione: È meglio dirlo prima, /Senza che mi si costringa, /Un po' me le sono conservate, /Servono per sementa.)
(tratto da C. Scibona, a cura di S. C. Trovato, I mì f'ssarì - U CARDUBU e tutti gli altri componimenti editi e inediti, Ed. IL LUNARIO EN, Tip. Lussografica CL, 1997)

Nel prossimo post ci sarà l'avvertenza ai cultori del galloitalico per la lettura dei componimenti che verranno pubblicati.   

Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it 
 

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