Padre Saetta Missionario Martire/1

Chiostro dei Gesuiti dove studiò e insegnò il piazzese Padre Saetta (1665-1695)
1^ Parte
Giovanni Antonino Domenico Francesco Saetta¹ nasce a Platia il 22 settembre 1665 da Don Pietro e da donna Felicia Guelli. Ha un fratello più grande nato nel 1663, Gaetano Domenico, e avrà una sorella più giovane nel 1666, Rosalia Maria Margarita. Francesco compie i primi studi nel collegio dei PP. Gesuiti di Piazza (nella foto) dove si distingue per la grande devozione nei riguardi di S. Francesco Saverio² tanto che, a 14 anni, quando si iscrive al noviziato dei PP. Gesuiti di Palermo, si fa chiamare Francesco Saverio Saetta. Nel collegio palermitano incontra i piazzesi Erasmo Boccadifuoco (futuro provinciale di Sicilia), Giuseppe Polizzi, teologo, Francesco Intorcetta, fratello di Prospero, Gaspare Cardamone, Domenico Porcelli e Perillo Mendoza. All'età di 17 anni, avendo conquistato la fiducia del suo direttore spirituale e del suo rettore, che gli riconoscono prestanza fisica e ottima comunicativa, ottiene il permesso di chiedere di essere destinato alle lontane missioni d'Asia e d'America. La risposta è negativa e 2 anni dopo, nel 1684, è trasferito al Collegio di Messina in qualità di maestro di grammatica, l'anno dopo ritorna a Palermo per completare gli studi di filosofia e delle arti nel 1687. Nel settembre dello stesso anno riformula la domanda per essere inviato in missione con risposta nuovamente negativa, quindi ritorna a Platia in qualità di maestro di grammatica nel collegio gesuitico. All'inizio dell'anno accademico 1688-89, torna a Palermo per studiare teologia e insegnare letteratura in quel collegio e ogni tre settimane deve predicare nella piazza antistante. Riconquistata la benevolenza del suo direttore spirituale per la preparazione, le capacità organizzative e la decisionalità, riformula nel 1691 altre due volte la richiesta di trasferimento a Città del Messico e, finalmente, alla fine di quell'anno, arriva da Roma il tanto desiderato placet. Nella tarda estate del 1692 arriva a Veracruz in Messico e alla fine dell'anno, all'età di 27 anni, è ordinato sacerdote. Studia teologia a Città del Messico e mentre presta attenzione alle apparizioni della Madonna "morena" scopre la diffusa e viva devozione tra gli indios per S. Gaetano da Thiene pur non essendoci missioni di PP. Teatini. (continua) (tratto da L. Villari, Francesco Saverio Saetta - Missionario e Martire in Messico 1665-1695, Estr. da "Regnum Dei" Coll. Theatina, ROMA 1995, n. 121)
 
¹ La dizione Saetta, riscontrata tra le famiglie nobili di Messina, dalle quali discendeva quella del magistrato nominato nella città di Regalbuto e poi di un giurato di Platia, fu mutata in Saitta nella nostra parlata dialettale. Infatti, nel 1545 nella nostra Città troviamo un Saitto, nel 1572 troviamo il magnifico Antonino Saitta che cede alcuni casolari per la costruzione della sagrestia e del campanile della costruenda chiesa di San Rocco poi di Fundrò, nel 1646 un Sayta o Saijta, a metà Seicento famiglie Saita o Saijtha o Saytta, nel 1684 un Saijtta e nel 1816 un Saitta. A Piazza tuttora sono numerosi i Saitta, mentre è del tutto sconosciuta la dizione Saetta che, invece, si trova nei documenti degli Archivi dei Gesuiti. Pertanto le due dizioni appartengono allo stesso cognome, solo che la Saitta si è affermata e tramandata nella nostra Città.
² Anche la nostra Città sperimentò i miracoli di S. Francesco Saverio (Santo nel 1622) tanto da proclamarlo, nella prima metà del Seicento, 4° compatrono e protettore innalzandogli un altare nella chiesa di Sant'Ignazio (l'ultimo a dx, accanto alla sagrestia).  
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