L'introduzione In evidenza

G. Masuzzo, S. Capizzi, F. Miroddi e R. Marotta, 23 giugno 2017

L'introduzione alla presentazione del libro di Salvatore Capizzi Il Gesuita Carmelo Capizzi mio fratello... ricordi sul filo della memoria dopo i saluti del Sindaco di Piazza Armerina Dott. Filippo Miroddi e dell'Assessore alla Pubblica Istruzione Rita Marotta.

<<Buona sera e benvenuti a tutti i presenti, al Signor Sindaco di Piazza Armerina Filippo Miroddi, all’Assessore alla Pubblica Istruzione Rita Marotta, al Direttore del Gruppo Archeologico “Litterio Villari” Roberto Scollo, al Presidente della Fondazione “Prospero Intorcetta” Giuseppe Portogallo. Stasera vi confesso che è un onore, iniziare a parlare del nostro concittadino padre Carmelo Capizzi in questa sala e di come si è arrivati alla presentazione di questo volumetto sui ricordi inediti del fratello minore, Salvatore. Lo chiamo volumetto non per sminuirne il valore, ma soltanto perché consta di quasi 80 pagine. Ma, vi assicuro, che sono pagine importanti, perché racchiudono gran parte della vita conosciuta e non di un illustre concittadino, che ci danno l’occasione di conoscerlo e apprezzarlo meglio a distanza di 15 anni dalla sua morte, ma, come si dice, non è mai troppo tardi. Devo ammettere la mia ignoranza, come tanti qui presenti, sulla vita e le opere di una persona di cui avevo letto soltanto il nome al termine della premessa alla prima edizione del grande lavoro dello storico Litterio Villari, Storia della Città di Piazza Armerina, e alla fine dell’introduzione dell’altro, sempre dello stesso storico, Storia Ecclesiastica della Città di Piazza Armerina. Mi preme ricordare che i due dotti piazzesi erano molto amici e anche compari, infatti Carmelo aveva battezzato o cresimato uno dei due figli del generale Litterio. Si frequentavano spesso e volentieri a Roma, dove abitavano, e avevano in comune una grande passione per la nostra Città, tanto da collaborare in maniera importante per la scrittura delle due opere citate e di tanti altri argomenti storici. La mia ignoranza dura sino a quando, nei primi mesi dell’anno passato, venni in possesso del materiale inviatomi dal qui presente Maresciallo Maggiore degli Alpini in pensione, Salvatore Capizzi che, all’età di 78 anni, è venuto qui, dopo alcuni anni dall’ultima volta, dalla lontana cittadina di Limana in provincia di  Belluno, dove risiede. Il materiale mi fu inviato perché il Maresciallo avendo letto di suo fratello nella storia della famiglia Capizzi, tra le oltre 50 famiglie nobili piazzesi pubblicate, desiderava farmi presente che, se avessi voluto, avrei potuto integrare e ampliare la biografia con altre notizie in suo possesso. Infatti, le carte che celermente mi spedì, contenevano il Profilo biobibliografico (ovvero della vita e dei libri scritti e pubblicati) che lo stesso Padre Carmelo Capizzi, membro della Compagnia di Gesù, aveva scritto personalmente pochi mesi prima della sua dipartita, sul semestrale dell’Accademia Angelica-Costantiniana di Lettere Arti e Scienze, che a lui, Rettore dal 1990, dedicava in quel numero una miscellanea di Studi. Sin dalle prime righe mi accorsi che si trattava di un piazzese particolare, che tutti i contemporanei avrebbero dovuto assolutamente conoscere tramite il mio sito internet, per due cose essenziali: la prima, che amava e conosceva Piazza Armerina come pochi; la seconda, ve la dico con le parole del Direttore della rivista dei Padri Gesuiti “La Civiltà Cattolica”, Padre Gian Paolo Salvini,  in occasione della commemorazione nel dicembre del 2003: "Noi che siamo vissuti con lui per molto tempo ne abbiamo apprezzato il profondo spirito religioso e sacerdotale e la bontà e squisitezza d’animo, anche se, da buon siciliano, aveva un carattere vivace e talvolta irruente. Quello che maggiormente impressionava in lui era la vasta cultura, non solo nel campo specifico del suo insegnamento universitario, cioè la storia e la cultura bizantina, ma anche nell’ambito più generale della storia della Chiesa, della sua Sicilia e delle vicende storiche di Piazza Armerina". Padre Carmelo Capizzi nasce a Piazza Armerina il 14 luglio 1929 ma è dichiarato all’anagrafe due giorni dopo, cosa normale per quel periodo. Primo di nove fratelli, frequenta le scuole elementari e la prima media a Piazza nelle scuole pubbliche, la seconda e terza media nel seminario piazzese, dove entra col proposito di farsi prete, non senza qualche perplessità del parroco della sua parrocchia, che poi, dopo anni, si scuserà alla sua prima messa nella stessa parrocchia. Spinto da un ideale di vita missionaria e avventurosa, a quindici anni abbandona il seminario per entrare nell’ordine dei Gesuiti nel 1944. Studia in Italia, laureandosi a Messina in lettere e a Palermo in filosofia, in Francia e in Germania per specializzarsi in Storia Bizantina, frequentando, in particolare, le università di Heidelberg e Colonia. Nel 1959 diventa sacerdote e fa la solenne professione dei voti. Nel 1964 insegna presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, nel 1969 presso l’università di Colonia, nel ‘71 istituisce e regge la cattedra di storia bizantina all’università di Roma “La Sapienza”. Nel ‘77 si trasferisce presso la sede del periodico dei padri Gesuiti “La Civiltà cattolica” e nell’80 insegna al Pontificio Istituto Orientale. Nell’87, mentre è insegnante presso l’Università “La Sapienza”, subisce il primo infarto che non gli impedisce però di continuare nell’attività accademica sino al secondo infarto nel ‘91 e all’operazione al cuore con l’impianto di 4 bypass l’anno dopo. Dal ‘90 è direttore del comitato scientifico dell’Istituto Cassiodoro di Squillace in Calabria e rettore dell’Accademia Angelica Costantiniana di Roma. Nel ‘96 è preside della Società di Storia Patria per la Sicilia Centro-meridionale; dal ‘98 membro del comitato storico dell’Ordine del Santo Sepolcro, membro della Società di Storia Patria della Calabria, di Roma e di quella dalmata e dell’Istituto Siciliano di Studi Bizantini di Palermo. Inoltre, è spesso invitato a partecipare a convegni, congressi e conferenze in Italia e all’estero, come quella volta a un congresso a Vienna, proprio nel famoso palazzo del Congresso di Vienna del 1815. Alla fine del 2002, sebbene fosse da tempo ammalato, nulla faceva supporre un improvviso e fulminante infarto che lo porta alla morte nella serata del 5 dicembre. Dal 1956 pubblica quasi 200 tra libri e recensioni in diverse prestigiose riviste storiche, anche tedesche. L’elenco completo si trova nelle ultime pagine del volume. Ma a me, piazzese come lui, preme ricordare, oltre alle premesse ai lavori del Villari sopracitate, gli studi sulla Diocesi di Piazza Armerina, la trattazione della decorazione di una chiesa in Cina in una lettera inedita di padre Prospero Intorcetta, la biografia del gesuita piazzese padre Filippo Arena in una ricerca del prof. Ignazio Nigrelli, le relazioni tra il casato dei Trigona e la Compagnia di Gesù. Qualche mese più tardi, siamo nel maggio dello scorso anno, Salvatore Capizzi, visto il mio interesse e la passione per gli aneddoti che possono approfondire le vite dei Piazzesi insigni, inizia a inviarmi alcune mail con ricordi personali e fatti riguardanti suo fratello Carmelo, che soltanto lui sapeva. A mano a mano che arrivavano io do una sistematina per poi pubblicarli sul mio sito. I racconti arrivano a una ventina che, dopo qualche mese, Salvatore pensa bene di raccoglierli in questo libro, finito di stampare nel marzo scorso a Belluno. Tra i tanti aneddoti a me ha colpito quello che per Salvatore è il più bello da ricordare, ovvero la lettera battuta a macchina che Carmelo gli dona nell’ottobre del 1965 quando si sposa con la moglie Agnese, Agnese Mondin venuta a mancare nel 1997. Dalla lettera, che potete leggere integralmente sul mio sito, traspare tutte le qualità della personalità di P. Carmelo: religiosità, cultura e praticità. Ecco come si conclude: "Nelle parole che vi ho rivolto finora, non ho esposto soltanto qualche elemento della dottrina della Chiesa, ma ho abbozzato pure un ideale: quello della vita coniugale cristiana, la cui attuazione è la via più sicura di quella felicità matrimoniale, di cui tanto si parla e si scrive, spesso poco seriamente e in modo irresponsabile. Io vi auguro tale felicità e, affinché voi possiate raggiungerla, fate di tutto per mantenervi in contatto con Dio, non solo attraverso la preghiera e la frequenza dei Sacramenti, ma anche mediante la lettura continua della Parola di Dio scritta, cioè della Bibbia. Dalla lettura attenta e intelligente di questo LIBRO e non da certa stampa paganeggiante o anticristiana ricaverete i principi e la forza per risolvere i problemi che, presto o tardi, si affacceranno all'orizzonte della vostra vita coniugale. In questi giorni voi avete ricevuto molti regali. Ma quello che sto per farvi io in questo momento, malgrado la sua modesta apparenza, è il più prezioso di tutti quelli che avete ricevuto o che ancora possiate ricevere. Infatti gli altri regali possono esservi utili per qualche aspetto particolare della vostra vita; la Bibbia invece, questo LIBRO nel quale soltanto ci è stata tramandata la Parola di Dio scritta, è utile, anche indispensabile, a tutti gli aspetti e a tutti i momenti della vostra vita sia nell'intimità famigliare che nel contesto della società. Perché di tante cose noi possiamo fare a meno; ma della Parola di Dio, della Luce e Forza emananti da essa, della Vita che sgorga dalle Pagine Sacre e ci innalza fino a Dio, noi abbiamo bisogno sempre". Mi scuso se mi sono dilungato, ma l’argomento me l’ha imposto. Prof. Gaetano Masuzzo>>  
cronarmerina.it

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