Cronarmerina - Ecclesiastici

Fontana n. 55

La Fontana degli Emigrati Piazzesi in America recintata da un muretto, anni 70

La Fontana n. 55 è la stessa di cui vi ho parlato nelle 54 e 54bis, solo che è ripresa dall'alto e che il periodo è degli anni 70. Come si vede è recintata da un muretto di blocchi alto circa un metro e mezzo. Questa recinzione fu dovuta a problemi di staticità di tutta la zona per le infiltrazioni di acqua proveniente dall'alto del quartiere Casalotto. Alcuni Piazzesi molto anziani ripetevano spesso che quel tratto aveva avuto sempre problemi perché era stato un vallone ricoperto nei secoli per farne una grande piazza, come quell'altro accanto da cui passa, sotterraneo, il torrente Rocca proveniente sempre dal Casalotto e che, attraversando la valle Rocca, si ricongiunge al corso d'acqua chiamato riana e che poi alimenta i primimissimi tratti del fiume Gela. Dopo diversi anni si decise di eliminare del tutto la fontana per mettere al suo posto un albero che, però, dopo qualche anno diede gli stessi problemi. Oggi c'è un grande abete che sembra crescere senza particolari difficoltà. Per chiudere l'argomento riporto l'articolo del quindicinale "L'Idea Nostra"¹ di cui vi avevo accennato nella Fontana n. 54bis e che parla delle immancabili difficoltà della realizzazione negli anni 60: <<15 luglio 1960. Circa otto mesi or sono in piazza Gen. Cascino furono iniziati i lavori per la costruzione di una fontana, ma i lavori furono presto sospesi. La piazza Gen. Cascino è situata quasi all'ingresso della città, nelle immediate vicinanze della statale 117 bis, che attraversa il centro abitato; i lavori, quindi, avrebbero dovuto essere celermente completati. L'inizio dell'opera suscitò a suo tempo numerose critiche, anche perché il progetto originale redatto alcuni anni or sono subì un radicale mutamento, nelle sue linee essenziali al momento dell'inizio dei lavori. Tutto per ragioni di finanziamento. Perché tutte queste remore? Se non si era nelle condizioni di potere portare a termine l'opera, perché si è cominciata? Ora che i lavori sono stati iniziati, occorre portarli a termine al più presto. Abbiamo voluto segnalare l'inconveniente nella speranza che si ponga al più presto riparo, anche perché essendo in periodo estivo, le comitive turistiche vengono numerose richiamate dalle bellezze archeologiche dei Mosaici del Casale>>.

¹ Gentilmente recuperato e concesso dal prof. Marco INCALCATERRA.

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Fontana n. 54bis

Piazza Generale Cascino anni 70

La n. 54bis è sempre la Fontana in piazza Generale Cascino ma fotografata dall'altro lato sempre per farne una cartolina postale. In questa si possono vedere le sculture in ceramica verde di cui vi avevo accennato nel post precedente. Rappresentavano dall'alto: lo stemma e parte del gonfalone della Città, il campanile e la cupola della Cattedrale, il fercolo della Madonna delle Vittorie, il Conte Ruggero a cavallo, il quadro della Madonna delle Vittorie, delle colonne, un toro e una statuetta dei Mosaici. Dopo aver pubblicato la n. 54, sono venuto in possesso¹ di due articoli del quindicinale cittadino edito dalla Tipografia BOLOGNA² "L'Idea Nostra". Uno pubblicato nel 1955, che ci elenca tutti i nomi dei Piazzesi d'America che hanno offerto dei dollari per l'erezione di una fontana raggiungendo un totale di 678 dollari pari a 400.000 lire di allora. L'altro del 1960, dove si sollecitano i lavori iniziati l'anno prima e che sono stati sospesi, che verrà pubblicato nel prossimo post Fontana n. 55. <<6 Settembre 1955. OFFERTA DEI PIAZZESI D'AMERICA PER L'EREZIONE DI UNA FONTANA - Il Dott. George Stivala ha offerto 50 dollari. Hanno offerto 25 dollari i sigg.: Prof. Russo Zella Nisi; Giunta Onorio; Zito Calogero; Gensabella Modesto; Trombino Giuseppe. Ha offerto 20 dollari il Sig. La Porta Giuseppe e 15 dollari il Sig. Di Marco Giuseppe. Hanno offerto 10 dollari; Areana Giovanni; Arena Giuseppe; Cav. Abatelli Filippo; Calandra Giuseppe; Camerino Luigi; Di Marco Salvatrice; Di Marco Salvatore; Diana Luciano; Dragotta Angelo; Di Fede Giuseppe; Ficarra Giovanni; Ferrera Francesco; Stivala Stella Parascandolo; Stivala Salvatore; Sanalitro Giuseppe; Sammarco Vincenzo; Trombino Giulia; Trombino Giovanni; Todaro Concettina Nicoletti; Todaro Maria Cascone; Trigona Venturino; Vitriolo Calogero. Hanno offerto 5 dollari i sigg: Ago Giovanni; Albergo Epifanio; Arena Carlo; Anzaldi Francesco; Anzaldi Lina Barcia; Battaglia Francesco; Famiglia Benza fu Giacomo; Barresi Calogero; Berardi Maria Ragonese; Berardi Giuseppe; Calandra Luisa; Calandra Cono; Catalano Biagio; Cantofermo Giuseppe; Calcagno Filippo; Famiglia Catalano Salvatore; Conti Umberto; Prof. Caponetti Ernesto; Famiglia Catalano Giovanni; Diana Angelo; Prof. Dragotta Concetta Bellavia; Di Sano Rosario; Di Fede Ignazio; Di Natale Rosario; Fontana Gaspare; Ferrera Libby Di Fazio; Falciglia Salvatrice Orlando; Farina Rosario; Giunta Giovanni; Avv. Garofalo Alfonso; Gelsobello Lorenzo; La Porta Giuseppa Perry; Lo Presti Gioacchino; Messina Santi; Mirabella Giuseppe; Nisi Carolina Perrone; Parlagreco Calogero; Portera Lucio; Rizzo Innocenza; Famiglia Stivala fu Nunzio; Stivala Vincenzo; Stivala Stella Comentucci; Stivala Giuseppe; Sammarco Angelina Marinelli; Sceberras Attilio; Fratelli Tudisco Gaetano e Giuseppe; Vespucci Filippo; Zito Luigi. Hanno offerto 3 dollari: Eerrera (n.d.r. è scritto così) Maria D'Amico; La Porta Lili Capurro e 2 dollari: Vespucci Giuseppa. Totale: 678 dollari pari a Lire quattrocentomila. Evidentemente tale somma non è sufficiente. Si pensa di completarla con altra sottoscrizione cittadina. Da queste colonne vada un sentito ringraziamento ai sottoscrittori e particolarmente al Comitato formato dal Dott. George Stivala, Prof. Russo Zella Nisi, Sig. Giunta Onorio, Sig. Zito Calogero>>.

¹ Grazie alla ricerca e alla concessione del prof. Marco INCALCATERRA.

² La Tipografia Bologna per moltissimi anni ha avuto la sede in Largo Sant'Onofrio, nei locali del Monastero Agostiniano di Sant'Anna, oggi si trova in viale della Libertà.

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I "Riflessi" di Minacapilli

Questa è la locandina della presentazione a Piazza il prossimo venerdì 26 maggio del libro di poesie del prof. Filippo MINACAPILLI.

Filippo MINACAPILLI vive ad Aidone (EN), dove è nato nel 1949. È stato docente di Filosofia e Pedagogia. Attualmente è Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta. Collabora  con il quotidiano on line Etna Mare Reporter di Acireale e con Palermomania Puntoit. Di recente alcune delle sue poesie sono state pubblicate in varie antologie. La sua vena poetica, rivelatasi con maggiore “prepotenza” in questi ultimi anni, si traduce in versi immediati e spontanei che si pongono fuori e oltre gli schemi a noi noti.

Parte dell'INTRODUZIONE che Alice PALUMBO ha fatto al libro "Riflessi d'acqua": <<Ho avuto la fortuna di conoscere Filippo Minacapilli tramite una mia cara insegnante di Liceo. Considero quell’incontro uno di quei regali che la vita ci fa quando decide di mettere sul nostro cammino qualcuno di veramente speciale. Per questo motivo, quando mi è stato chiesto di curare l’introduzione a questa raccolta, ho accettato con immenso piacere. Mi piace definire Filippo un artigiano della parola. E’ innegabile che le parole siano delle creature singolari. Sono ribelli e capricciose. Si innalzano, inafferrabili, nei loro voli mistici e tortuosi. Volteggiano indomite, e infrangono i silenzi, con tutto il fragore di cui sono capaci. Talvolta, accade, però, che da creature sagge quali esse sono, decidano di concedersi agli animi più sensibili, facendosi plasmare da coloro i quali riescono a svelarne tutta la bellezza. Con estremo tatto e dolcezza, senza violenza alcuna. Dal pudore di questa delicata magia nasce Riflessi d’acqua. Nei versi di questa raccolta, le parole scorrono fluide, cedendo il passo l’una all’altra, con un’alchimia tale da evocare il ritmo di una danza perfetta>>.

Parte della recensione di Bruno MOHOROVICH (Buenos Ayres, 1953): <<Le poesie di Minacapilli sono soprattutto questo: amore, ch’egli eleva alla sua donna – vera o immaginaria che sia non c’è dato sapere – e che trasmuta in versi leggeri, quasi impalpabili ma di una forza espressiva che cattura; ...invocazioni d’un lindore pudico, espresso senza vergogna né timore di fraintendimenti. Diretto nel linguaggio, che non si perde nell’aria ma s’imprime – e non solo sulla carta ch’egli verga – nelle menti: parole che molti hanno forse pensato ma che mai hanno saputo dire; il poeta le palesa, vi si specchia… Riflessi d’acqua, appunto ove l’acqua non scorre via tra le mani ma sembra prendere forma e modellarsi disegnando desideri, passioni, sogni ch’egli descrive con uno sguardo attento a cogliere i più diversi elementi che contribuiscono a rendere il suo sentire, lirica>>.

Parte della recensione di Maura CAMPO: <<Le parole di Filippo Minacapilli sono come veri e propri riflessi sull'acqua: seguono un leggero moto ondoso, si scompongono e si ricompongono, instancabili esprimono sensazioni e immagini che ritornano limpide e senza increspature. Emozioni e sentimenti hanno, in questa raccolta, un ruolo privilegiato, senza tuttavia togliere spazio a considerazioni meno intimistiche, di vocazione politico-sociale>>.

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Recensione del libro su P. Carmelo Capizzi S.J.

Lo scrittore Salvatore COSENTINO

Qualche giorno fa sulla pagina Facebook “Il Cassetto delle Idee”, curata dallo scrittore Salvatore COSENTINO¹ di Mirabella Imbaccari, ho letto questa sua recensione sul libro “Il gesuita Carmelo Capizzi mio fratello” che Salvatore CAPIZZI gli ha fatto recapitare.  
LA CULTURA DEI GESUITI A PIAZZA ARMERINA
Bella giornata, quelle di ieri, che porta luce, al pessimismo di chi vive in vecchiaia fra libri, computer e scetticismo sui nostri tempi, per una Sicilia che non decolla al passo con i tempi.
Mi hanno dato ottimismo e gioia culturale due amici che stimo per diversi motivi. L'intellettuale piazzese, GAETANO MASUZZO, che non dorme la notte pensando alla rinascita culturale di Piazza Armerina, che mi manda gentilmente un libro sul suo concittadino Padre CARMELO CAPIZZI S.J. che tanto mi interessava, e il presidente della “Fondazione Prospero Intorcetta S.J.” dott. GIUSEPPE PORTOGALLO, importante industriale piazzese che vive in Cina, il quale viene a farmi visita.
Una giornata di cultura e di ricordi che mi riportano agli anni '50 quando cominciai a conoscere e collaborare con i miei amici Gesuiti. Rimasti nella mia ricerca storica e religiosa con molti scritti. E' stato anche un piacevole ritorno alla giovinezza, come un prodigio. Il libro sulla biografia del grande Gesuita Padre CARMELO CAPIZZI S.J. scritto dal fratello Maresciallo Maggiore SALVATORE, che mi ha aperto uno spaccato di storia, e i ricordi dei miei studi al “Pennisi” di Acireale, dove lì ho conosciuto e apprezzato Padre CAPIZZI, ma soltanto l'ultimo anno del liceo. Perché io imboccai la strada per l'università e padre CAPIZZI, quella dell'insegnamento. Ma io restai legato all'ambiente Ignaziano, mantenendo i rapporti con “Civiltà Cattolica” di Roma e col collegio dei suoi padri scrittori come BRUCCULERI, MESSINEO, VALENTINI, SALVINI ecc. ecc. Compreso quello che ritenevo compaesano Padre CARMELO CAPIZZI. Scorrere la storia fatta dal fratello SALVATORE, è stato come rivivere il mio passato, le mie letture di “Civiltà Cattolica” (di cui conservo gelosamente la collezione), la sua bibliografia vasta e completa, che mi ricorda il Gesuita "con la barba lunga alla orientale" Padre GUSEPPE VALENTINI S.J. raffinato scrittore e critico letterario che diresse l'autorevole mensile “Letture”, con cui collaborai. A questo punto, vorrei stimolare i giovani senza fiducia nel futuro della nostra Sicilia e a leggere questa storia di un umile agricoltore, sia pure di nobile casato, con 9 figli che riesce a stimolare al successo il primogenito CARMELO, con tanti sacrifici e con grande fiducia. Famiglia esemplare da monumento, di cui Piazza Armerina deve essere orgogliosa.
Lo stesso giorno, di pomeriggio, ricevo la visita del dott. GIUSEPPE PORTOGALLO il quale mi porta in omaggio la copia anastatica di un libro del grande sinologo piazzese PROSPERO INTORCETTA S.J. conoscendo le mie ricerche sui missionari siciliani in Cina nel 1600. PORTOGALLO è un uomo brillante di vasta cultura e di iniziative che mirano allo sviluppo di Piazza Armerina e della Sicilia, persuadendo la potenza industriale cinese a credere nei tesori dell'Isola, Vincendo i molti ostacoli e l'indifferenza che caratterizza molti siciliani. Cominciando con la cultura e sfruttando la centenaria esperienza storica, ogni sviluppo è possibile. La “Fondazione Intorcetta”, di cui PORTOGALLO è il presidente e il mecenate, è l'apertura di un successo che fa sperare nell'avvenire.
Salvatore COSENTINO, maggio 2017

¹ Per conoscerlo meglio consultare il curriculum sul suo sito, mentre su questo sito lo troviamo in: L'ing. Fuardo, grande scienziato sfortunato/1; L'ing. Fuardo, grande scienziato sfortunato/2; Visti dagli altri/6; Visti dagli altri/7.

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L'inno all'amicizia a ciaccësa

Alcuni miei amici mi hanno chiesto questa volta di fare il contrario delle volte passate, tradurre a ciaccësa il brano "Inno all'amicizia" che qualche giorno fa è stato pubblicato in italiano. Eccovi la traduzione in galloitalico, sono sicura che vi farà un altro effetto. La foto è familiare e ritrae lo stringersi delle mani di due grandi amiche, per sempre. 

ÌNNU ALL'AM'CÌZIA

L’am’cìzia, cödda vèra,
è cumplèta e d ddöngha duràda.
È ‘na màngh ch’t naca,
ch’ t s’cuta ad ogn pass
senza mai dì’t <<Nan pozz!>>

È cö fìu ch’ döi cöri
strénz n’ ‘na brazzàda,
i traspurta... e n’ mumént,
senza fé mànch ‘n scrùsc
fa vulè còntr vént.

L’am’cìzia è u cönt di ddìbri
ch’hànu sèmpr fìni allègri.
Ogn ità d iédda ha b’sògn
ch’fùss’nu rànni o p’ccìddetti!

Pó r’vè tutt’a ‘na vòta
e tacchè döi persòni
senza dumanné u pruméss.

S cap’ta, è na còsa rànna
ch’ t cunfönn e t fa sp’rè d nan èss ciù sula...
d savèr ch’o to sciànch
ggh’ ha da èss cu t cunòrta.

L’am’cìzia dìntra u sonn
è trè rànni d’s’dèri:
tén’s str’nzùi l’amìci d öra,
r’truvè cö du passà
e s’ n’avöma pèrsi
pa stràta ‘ncòchungh
éss prònti a dèggh’ a màngh!

Rosalba Termini, maggio 2017

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Fontana n. 54

Questa è la Fontana n. 54 del mio censimento ed è quella che era presente negli anni Sessanta nella piazzetta antistante a quella che ospita il monumento al Gen.le Antonino Cascino. È una foto scattata in estate e si vedono i tavolini del bar Tre Stelle con un ombrellone per farne una cartolina. La fontana in marmo non era una vera e propria opera d'arte, formata da alcuni parallelepipedi, alcuni dei quali per contenere delle piante, con uno più alto al centro di circa 3 metri con una scultura a forma di lanterna sulla sommità e un altorilievo in ceramica di color verde per tutta la lunghezza nella parte di fronte al monumento dell'eroe della 1^ Guerra Mondiale, che qui non si vede perché riprende la parte rivolta a Sud (nella foto del prossimo post sarà più visibile). Era una fontana che sin dai primi giorni non fu trattata bene dai Piazzesi. Quasi sempre senza acqua, non ospitò alcuna pianta, in cambio era usata dai soliti "buontemponi" come cestino della spazzatura. Piena di cartacce, bottigliette di birra e altro era usata anche come palestra per salti dal bordo ottagonale alla base centrale, dalla quale, da alcuni fori, dovevano uscire gli zampilli d'acqua. Fu realizzata da un progetto del Prof. Gioacchino FONTI (1926-1994)¹, con i fondi inviati dagli emigrati piazzesi in America. Sulla sinistra si intravede un autobus bianco che ricorda quello (se proprio non sia quello) della ditta MARTELLO che ci portava le domeniche d'estate al lido La Conchiglia, per trascorrere giornate indimenticabili al mare, al sole e sulle sabbie d'oro di Gela.

¹ Insegnante, poeta e pittore nato a Caltanissetta è anche l'autore del Vocabolario Gallo-Italico, idioma parlato a Piazza Armerina, LALLI EDITORE, FIRENZE 1990.

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I ricordi inediti su P. Capizzi in un libro

Il libro su P. Carmelo Capizzi S.J. (1929-2002)

Nel marzo del 2017 il fratello minore di P. Carmelo Capizzi, Salvatore, si è adoperato di raccogliere tutti i racconti personali e aneddoti su suo fratello in un libro dal titolo Il gesuita Carmelo Capizzi mio fratello... ricordi sul filo della memoria, Tipografia Piave Srl, BELLUNO 2017. Sulla quarta di copertina si legge <<Eravamo nove fratelli e ci volevamo tutti bene, anzi ce ne vogliamo ancora. Carmelo dei nove fratelli rappresenta quello che più ha saputo dare lustro alla nostra famiglia e alla nostra città natale Piazza Armerina. Ora io vivo lontano, a Belluno e sono diventato nonno. Mi sembra giusto in questo momento della mia vita scrivere qualcosa per ricordare mio fratello Carmelo perché il suo esempio e le sue opere restino ai posteri>>. Inotre, c'è un piccolo accenno alla biografia di Salvatore <<Salvatore Capizzi nasce a Piazza Armerina nel 1939. Si è arruolato ventenne nell'Esercito per poi essere assegnato al Reparto Trasmissioni degli Alpini. Ha fatto la sua carriera presso la Brigata Alpina Cadore e nel 1990 è stato posto in congedo per questioni di salute col grado di Maresciallo Maggiore Aiutante. Il Presidente della Repubblica gli ha conferito i titoli onorifici di Cavaliere d'Italia e la medaglia Mauriziana. Vive a Limana (BL)>>. Per chi volesse approfondire l'argomento su questo sito ci sono due serie di post Padre Carmelo Capizzi S.J. e Ricordi inediti su P. Carmelo Capizzi. Per acquistare il libro può semplicemente contattarmi.

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Mostra sull'Antartide

AL MUSEO DIOCESANO DI PIAZZA ARMERINA (EN)
DA SABATO 13 MAGGIO A GIOVEDI 30 NOVEMBRE 2017

Mostra Didattica sull'Antartide in giro per l'Europa
ALL'INTERNO DEL PRESTIGIOSO PADIGLIONE CENTRALE DEL MUSEO DIOCESANO della splendida città di Piazza Armerina, SABATO 13 MAGGIO 2017 ORE 17:00, IL NATURALISTA ANTONIO MIRABELLA INAUGURA LA MOSTRA FOTOGRAFICA E DIDATTICA SULL'ANTARTIDE DOVE RIASSUME LA CAMPAGNA ANTARTICA* VISSUTA IN PRIMA PERSONA E AFFRONTERA' IL TEMA DELICATO DEL CAMBIO CLIMATICO.
L’allestimento della mostra sull’Antartide propone un affascinante viaggio attraverso la suggestione dei paesaggi  inaccessibili al normale turista dove l'unica comunita' presente è un piccolo nucleo di scienziati che  opera in condizioni climatiche estreme.  Un video inedito, girato durante la campagna antartica, supportato da suoni e musiche, introdurrà il visitatore nell'elegante salone espositivo del MUSEO DIOCESANO.  Le varie fasi del viaggio saranno ricostruite  attraverso le immagini fotografiche esposte. L'ambiente sara' pervaso da tonalita' azzurre, create attraverso alcuni effetti speciali, che avvicineranno i visitatori al caratteristico colore dei ghiacci millenari.  La mostra darà anche la possibilità  di osservare e scoprire dal vivo alcuni campioni di roccia vulcanica, di licheni e di muschi, raccolti dal naturalista palermitano durante le attività di ricerca nella Penisola Antartica. Particolarità della mostra anche l'esposizione di fossili risalenti al bosco che ricopriva il continente antartico in epoche passate. In esposizione la ricostruzione 1:1 de Cranio di un Dinosauro rinvenuto in Antartide.

* La Campagna Antartica (Febbraio - Marzo 2010) a cui si fa riferimento è organizzata dalla Marina militare Cilena per rifornire le sue basi. Ogni anno, su specifiche segnalazioni delle Università Cilene o dell'Istituto Antartico Cileno (INACH), il rompighiaccio della marina militare ospita anche professori, ricercatori o dottorandi universitari al fine di  studiare da vicino il Continente Bianco.
  
COMITATO ORGANIZZATORE MOSTRA PIAZZA ARMERINA (EN)
S.E. MONS. ROSARIO GISANA
DOTT. ANTONIO MIRABELLA, CURATORE MOSTRA
DOTT. FILIPPO MIRODDI, SINDACO DI P.ARMERINA
ON. ANTONIO VENTURINO, VICE-PRESIDENTE VICARIO ARS
ON. LUISA LANTIERI, ASSESSORE REGIONE SICILIANA AUTONOMIE LOCALI E F. PUBBLICHE
MONS. ANTONINO SCARCIONE, PREVOSTO CATTEDRALE, COORDINATORE MOSTRA
MONS. ANTONINO RIVOLI, VICARIO GENERALE RAPP. AA
DON LINO DI DIO, SEGRETARIO VESCOVILE, TV 2000 E RAPP. S. SEDE
DON FILIPPO SALAMONE, DIRETTORE MUSEO DIOCESANO
DOTT. CARLO TORNETTA, ENERGY MANAGER
PROF.SSA LA MALFA , PRESIDENTE UCIIM
PROF. VITTORIO MALFA AMARANTE, STORICO
DOTT.SSA LUCIA GIUNTA, PRESIDENTE COPAT
GAETANO RAMUNNO, PRESIDENTE ROTARY
 

SI RINGRAZIANO:
Il Prof. Roberto Lagalla (Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Palermo)
Il Prof. Sergio Bravo Escobar (Magnifico Rettore Universidad de La Frontera Chile)
Prof. Francesco Maria Raimondo (Direttore Dip. Biologia Amb. e Biodiversità Università degli Studi di Palermo-Italia)
Dott.ssa Maria Luz Mora, Directora Dottorado en Recursos Naturales (Universidad de La Frontera-Temuco-Cile)
Prof. Edoardo Tosti Croce (Docente corso fauna de Cile - Universidad De La Frontera - Temuco - Cile)
Dott. Francisco de la Jara (Consolato e Ambasciata del Cile in Italia)
Cn. Julio Silvia Cunich (Comandante del Rompighiacci Almirante Oscar Viel)
Tenente Carlo Morales (Marina militare del Cile)

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Inno all'amicizia

Durante il mio breve soggiorno armerino, ho avuto la bella occasione di intrattenere molti rapporti amicali. Essi mi hanno dato modo di riflettere sul grande valore dell’amicizia, dandomi la spinta a scrivere questo…

INNO ALL’AMICIZIA

L’amicizia, quella vera,
è profonda e duratura.
È una mano che ti culla,
che ti segue ad ogni passo
senza mai dirti <<Non posso!>>

È quel filo che due cuori
tiene stretti in un abbraccio,
li trasporta… e in un momento,
senza fare alcun rumore,
fa volare contro vento.

L’amicizia è la favola dei libri
che hanno sempre lieti fini.
Ogni età di lei ha bisogno,
se si è grandi oppur piccini!
Può “scoppiare” in un istante
e legare due persone
senza chiedere il permesso.

Se succede, è una gran cosa
che ti lascia frastornata
e ti apre alla speranza
di non essere più sola…
di sapere che al tuo fianco ci sarà chi ti consola.

L’amicizia dentro al sogno
son tre grandi desideri:
tenersi stretti gli amici di oggi,
ritrovare quelli di ieri
e se ne abbiam perso
per strada qualcuno,
essere pronti a ridargli la mano!

Rosalba Termini, maggio 2017

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Edicola n. 53

Questa è l'immagine che io considero l'Edicola Votiva n. 53 del mio censimento. E' l'affresco di cui non si conosce l'autore, nell'atrio dell'Eremo e che riproduce la Madonna di Piazza Vecchia custodita dentro la chiesetta. Quest'ultima fu dipinta dal pittore piazzese Giuseppe Paladino (1856-1922) ad immagine dell'icona bizantina di Maria SS. delle Vittorie conservata nella Cattedrale di Piazza. Domani, 3 maggio, nella nostra Città è festa per il ritorno dalla chiesa degli Angeli all'eremo della Madonna di Piazza Vecchia, ma la grande moltitudine di pellegrini che prima affollava lo spazio antistante la chiesetta dell'Indirizzo ormai è solo un ricordo. Come sono un ricordo i venditori di càlia e di m'r'canèlla appena tostate sul posto, quelli di ballùni e tamburrìni, quelli delle gazzùse fresche e dei numerosi ciaccési che poi rimanevano e bancöi bancöi a mangiare caccòcciuli röstùi e bév vìngh in allegria. Per le altre 8 Edicole Votive che si incontrano lungo la salita e altre notizie e curiosità vi rimando a Edicola Votiva n. 45 46 47 48 49 50 51 52 e ai post Ecco dov'era ; Particolarità a Piazza Vecchia e Festeggiamenti in onore...

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