850° Anniversario di Piazza/4

1063 Battaglia di Cerami, i Saraceni sono sconfitti dal Conte Ruggero I d'Altavilla

La III tesi, quella del Prof. Ignazio Nigrelli

Secondo il Prof. I. Nigrelli Platia sarebbe il nome di un centro abitato che all’arrivo dei Normanni già esisteva nelle vicinanze di Anaor o Monte Navone e che occupava i ruderi di un’antica villa romana. Il toponimo del centro abitato, Platia, derivebbe da palatia (i palazzi) in relazione all’importanza e alla grandezza dei ruderi della villa romana. Quando scesero i Lombardi, intorno al 1076, si stanziarono su queste nostre colline per meglio controllare la popolazione araba dei casali e borghi di ‘Iblâtsah (in c/da Casale), El-Hagiar el-Mathkûb (Pietraperzia), Tribilino, Rahal Phididi (c/da Friddini), Rahal Met, Limbaccari (Mirabella Imbaccari), Rahal Basil, Menzil-Khâlil, Catalfar, Qars Salîatah, Odesuer, Gibilscemi, Niscemi, Anaor, Naurcium (Montagna di Marzo), Sofiana, Rahal Biât (c/da Ralbiato), Rahal Mussuri (c/da Ramorsura), e la popolazione greca che risiedeva nei borghi Fundrò, Patrisanto, Agata (o Gatta) e S. Vincenzo (presso Sofiana) fondando, oltre ai borghi fortificati di Aidone, Pietratagliata, Rossomanno, Fessima, Eliano, Polino, Comicino, Mazzarino, Ciappa Mongiolino e Rambaldo, anche un nuovo Castello che prese il nome del borgo principale di Platia, vicino qualche chilometro a Sud-Ovest e che ospitava un centinaio di cavalieri Lombardi e un migliaio di abitanti in tutto. Il Castello, che doveva trovarsi dove poi nacque il convento francescano e quindi l’ospedale Chiello, venne distrutto nel 1161 da re Guglielmo I il Malo per rappresaglia. Nel 1163 il centro abitato rinacque dalle sue rovine intorno al luogo stesso in cui si trovava il castello, prendendo il nome di Platia, come era chiamato il borgo principale vicino e che la popolazione araba aveva chiamato ‘Iblâtasah, distrutto qualche anno prima da Ruggero Sclavo. (continua)
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