Famiglia Aidone (de)

Di rosso alla fascia d'argento sormontata da due stelle di sei raggi d'oro ed accompagnata in punta da uno scaglione d'argento.
 
Lo stemma nella foto appartiene alla famiglia piazzese Aidone (anche de Aidone o d'Aidone) e il primo a essere registrato a Placie è P. de Aydona in un documento che riporta i 101 nominativi di militi/nobili presenti sul nostro territorio nel gennaio del 1283, quando re Pietro d'Aragona li mobilita contro gli Angioini al tempo del Vespro. Durante il regno di Federico I re d'Aragona II di Sicilia (1272-1337) Corrado d'Aidone è segretario del Re. Da questi nascono Giacomo e Gerardo. Giacomo genera Giovanni barone del feudo di Giuliana; Gerardo, che risulta barone di Montagna di Marzo, genera Riccardo e questi Bernardo nel 1453. Quest'ultimo genera Giovanni, dottore in legge nel 1479, che si sposa con Vincenza figlia di Pietro Gaffori. Dal matrimonio nasce Elisabetta che nel 1497 succede al padre in detto feudo. Elisabetta¹ dà alla luce due figlie, Catarinella e Vincenza, che per loro la piccola età devono rinunciare al feudo del quale se ne investe il nonno Pietro come tutore. Nel 1408 la famiglia appare nel Ruolo dei Feudatari di Placie. In tale documento, si trovano le seguenti famiglie risiedenti da secoli nella città: de Moac, de Caldarera, de Aidone, Barresi, Naselli, Villardita, Capizzana; da pochi decenni la famiglia Ventimiglia; portate da eventi bellici di questo periodo le famiglie Colomba, Landolina, Pugliu o Pugliese. Il primo della famiglia a essere riportato nel mio libro Cronologia¹ è Enrico de Aidone barone di Montagna di Marzo nel 1300 ca. (quindi è predecessore nel feudo di Gerardo di cui sopra). 1464 Bernardo de Aidone è notaio, 1553 Timeo d'Aidone è Maestro in Teologia e Priore del Convento dei Carmelitani, (il blasone nel Chiostro è suo), 1563 Vincenzo de Aidone è Padre Carmelitano ad Agrigento.  
¹ G. MASUZZO, Cronologia civile ed ecclesiastica di Piazza e dintorni, Ed. Novagraf, ASSARO 2008.
² Elisabetta d'Aidone de Gaffori nei primi anni del Cinquecento rimasta vedova si sposa nel 1516 con Matteo Trigona, figlio di Nicola capostipite dei Trigona di Piazza.
cronarmerina.it  

 

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