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Gaetano Masuzzo

Gaetano Masuzzo

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Edicola n. 69

L'Edicola Votiva n. 69 del mio censimento è quella all'interno (foto in basso) del santuario chiamato Calvario, nel nostro piano Sant'Ippolito (foto in alto). L'edicola è formata da un quadro, che rappresenta la Pietà, dentro a una nicchia chiusa da uno sportello di vetro con lucchetto. Ai lati dell'edicola sono posti, sette per lato, i pannelli in terracotta che corrispondono alle diverse stazioni della Via Crucis. In basso a destra, accanto a uno sportello in ferro, c'è una lapide di marmo che ricorda i benefattori che hanno contribuito all'allestimento delle croci e delle formelle: «PER DEVOZIONE OFFERTE: LE CROCI DALLA SIGNORA MARIA CIPRIANO VED. MOSTACCIO; LA VIA CRUCIS DALLA SIGNORA GRAZIA LO FERMO». Tutto il santuario, restaurato da qualche anno, è protetto da una inferriata con un cancello centrale. 

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Fontana c.da Dragofosso/n.72

La Fontana/Abbeveratoio n. 72 si trova in contrada Dragofosso, a ca. 10 Km a sud-est di Piazza, lungo le strade SP16 ed SP17 per il borgo Baccarato. È una grande vasca ottagonale colma d'acqua che, come si vede dalla foto in basso, disseta adeguatamente i buoi che pascolano nelle vicinanze. È un bel quadro delle nostre campagne che ci ricorda la bellezza del nostro paesaggio e, nel contempo, i sacrifici che ci sono dietro queste attività, ormai poco conosciute perché frequentiamo esclusivamente i supermercati, dove si trova tutto pronto. Del feudo Dragofosso si hanno notizie dal XIV secolo e sino al 1596 è appartenuto alla famiglia aidonese dei Gioeni, quando fu acquistato da Giovanni Maria Trigona. Nel 1790 ca. era di proprietà di Vespasiano Trigona V duca di Misterbianco e barone di Aliano e Dragofosso (1760-1836)¹.

¹ Cf. Litterio Villari, Storia dela città di Piazza Armerina, La Tribuna, Piacenza 1981, pp. 147, 341 nota 110, 446.  

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Edicola n. 68

Questa è l'Edicola Votiva n. 68 del mio censimento. È una piccola nicchia con all'interno una stampa della Madonna del Rosario e si trova sotto la scalinata che porta all'ingresso principale della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola. La chiesa fu edificata a partire dal 1605, quando i PP. Gesuiti arrivarono a Piazza per erigere una Casa Professa dedicata al P. Ignazio di Loyola, prima che fosse dichiarato Beato nel 1609. Sia la Casa che la Chiesa furono edificati grazie al contributo di 10.000 scudi¹ del Comune e di tanti altri scudi di molti ricchi e nobili cittadini. Nel 1614 la chiesa du ultimata e intitolata al Beato Sant'Ignazio. L'anno dopo la Casa Professa mutò, con altri 15.000 scudi di contributo, in Collegio di Studia Inferiora, che corrispondeva alle nostre scuole elementari, medie e ginnasio. Per continuare gli Studia Superiora si doveva andare nelle grandi città, dove c'erano gli Studi Generali dell'Ordine dei Gesuiti, o si doveva aspettare il 1689, quando con le eredità dei gesuiti piazzesi P. Antonino Chiarandà e P. Antonino Panitteri, fu possibile aprire un Collegio di Studia Superiora. Tornando alla chiesa, nel 1693 subì gravissimi danni dal terribile terremoto nel Val di Noto, tanto da essere abbattuta. Dopo oltre trent'anni, nel 1725, la nuova chiesa fu riedificata e, durante l'inaugurazione, Sant'Ignazio (Santo dal 1622) fu dichiarato VI Patrono della Città. Tutto ciò lo si può leggere sulla tavola marmorea infissa nella parete interna della chiesa, entrando a sinistra. 

¹ Uno scudo del Seicento al cambio di oggi corrisponerebbe a 75 € ca.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it 

Fontana via Ortalizio/n.71

La Fontana n. 71 del mio censimento si trova in via Ortalizio. La foto che la mostra è dell'agosto del 2016, semplice, in cemento, senza acqua e un po' costretta tra piante e vasi. Probabilmente, dopo quattro anni, i proprietari l'avranno sistemata come si deve. 

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