Conversazione Piazza Garibaldi/6 In evidenza

(dalla 5^ parte) Attaccato al Palazzo di Città c’è il Palazzo che prima ospitava un albergo (foto in alto). Poi l’edificio dell’albergo, in pessime condizioni, fu riedificato, come lo vediamo oggi, dal barone e deputato Salvatore Camerata, originario di Butera. Al centro della facciata c’è una lapide del 1921 che ricorda i combattenti morti nella I Guerra Mondiale (foto in mezzo). L’edificio restaurato fu prima l’abitazione del barone Camerata, poi questi si trasferì nel palazzo Starrabba di via Garibaldi, per essersi sposato con una Sceberras, e il palazzo divenne la sede degli uffici della Sottoprefettura e l’abitazione del Sottoprefetto. Qualche anno dopo divenne la sede del Commissariato di Polizia e, ancora dopo, la sede dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, dell’Autoscuola Villari e degli uffici del Museo Archeologico della Villa Romana, prima di trasferirsi al Palazzo Trigona. Oggi c’è lo studio legale dell’Avv. Roberta Orlando. Nel lato ovest della piazza (foto in basso), quello che fa angolo con la via Vittorio Emanuele ex Calàda ô Culègiu (discesa del Collegio), sembra che ci fosse la sede della Corte Capitanale di cui parla il Villari¹: «Sorsero intorno alla piazza il Palazzo Crescimanno; la Loggia Comunale (poi abbattuta nel ‘700 per dare posto al Palazzo di Città o Palazzo del Senato); il palazzetto del Capitano di Giustizia (accanto alla Loggia) detto anche Corte Capitanale; la chiesa di San Rocco». La Corte era retta da un capitano di Giustizia coadiuvato da Giudici e Ufficiali. Nella parte centrale esistono due lapidi: la più piccola delle due (riquadro giallo) ricorda il discorso fatto da Giuseppe Garibaldi da questi balconi il 14 agosto 1862; quella più grande (riquadro rosso) fu posta nel luglio del 1944 a ricordo sia della piccola che della fine della tirannide fascista. Alla fine della 2^ Guerra Mondiale i caduti piazzesi furono 151, compresi 2 partigiani e 11 della Repubblica di Salò. La conversazione col prof. Masuzzo è continuata parlando dei vari esercizi commerciali, dei loro gestori e/o proprietari e degli autisti da noleggio dagli anni Trenta sino ai nostri giorni. Inoltre, verso la fine sono state mostrate una dozzina di foto, scattate nella piazza in diversi periodi e manifestazioni. Nell'ultima foto il prof. Gaetano era a bordo della nuova Vespa Piaggio col padre Gino, nella sfilata in occasione della festa della Befana del 1956, festa che si svolgeva annualmente nella nostra tanto amata piazza Garibaldi.     

¹ Litterio Villari, Storia della città di Piazza Armerina, IV edizione, IBN Editore, Roma 2013, p. 347.

cronarmerina.it

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