Tradizioni

U sciùm Vaddutànu

Se ricordo bene, il detto "Tu si còm u sciùm Vaddutànu" andava in voga a Piazza sino agli anni Sessanta/Settanta, poi niente più. Spesso lo sentivo ripetere da mia mamma nei miei confronti o, qualche volta, verso altri parenti o conoscenti. Devo ammettere che a me, non sapendo cosa volesse dire, non faceva né caldo e né freddo, anche se qualcosa, seppur lontanamente, intuivo, perché bastava fare due più due per avere il risultato di quattro, ovvero il duro rimprovero per aver esagerato, ancora una volta, nel fare una certa…

Storie e superstizioni piazzesi

Da una storia realmente accaduta. Tratta da un manoscritto, è stata rispettata la scrittura e la punteggiatura originale, ma i nomi sono stati cambiati. «Nel 1594 l’abitante a Platia Fernando de Rivera, dal 1591 barone di Rigotello e sposo dal 1589 di Catarina Alterco, pel servizio militare a re Filippo contribuì con tre cavalleggeri e due muli per trasporto e i cavalleggeri furono assoldati ad onze 20 l'anno alla scarsa (senza vitto). Popolare tradizione afferma che il barone de Rivera per dissoluta e scandalosa vita non pensò ravvedersi alle esortazioni…

Perché si chiama Madonna della Catena

La Madonna della Catena nella chiesa del Crocifisso, Piazza Armerina «Il culto della Madonna della Catena, depurato dagli elementi miracolistici, trae origine dalla devozione alla Madonna come protettrice degli schiavi e dei prigionieri. Nasce alla fine del Trecento ma ha davvero sviluppo dopo la prima metà del Cinquecento, quando le incursioni barbaresche ridussero in schiavitù molti cittadini dell'Italia Meridionale, e la Congregazione dei padri mercedari si adoperò per il loro riscatto. La denominazione di Madonna della Catena si apparenta quindi a quella di Madonna della Mercede, della Madonna del Soccorso…

Carnevale nella nostra Città

E' bastato coinvolgere nuovamente le scuole, con alunni, insegnanti e famiglie, ed è stato subito CARNEVALE. Di seguito trovate tutti i link per leggere tutti i post relativi al Carnevale a Piazza presenti su questo sito. Carnevale a Piazza; Carnevale di Tanino; 1877 Carnevale del poeta Roccella; Carnevale con l'HULA HOOP; Il fantastico negozio; Carnevale di una volta; A proposito di Carnevale; Carnevale 1877 - Traduzione "du sdìrri"; Carnevale di Francesco. cronarmerina.it

Oggi Sant'Antonio Abate

Il 17 gennaio a Piazza Armerina, in omaggio al Santo protettore degli animali, innanzi alla chiesa di Sant'Antonio Abate (m. 356 d.C. ca.), in primo piano nella foto proprio attaccata a quella di San Vincenzo Ferreri al Seminario, si riunivano i burgèsi (coloni)¹, i massèri (massari) e i v’ddài (i contadini) che portavano le bestie da lavoro, asini, muli e cavalli, e cani, pecore, capre per farli benedire. Il prete, subito dopo la benedizione, metteva sulla fronte degli animali una grande immagine del Santo, che sarebbe rimasta appesa per tutto…

Una carrozzella mi tradì

I "Morti" di Andrea Camilleri«Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a…

Maledetta fu la carrozzella

Questo racconto di Camilleri, che oggi l'amica Maria Assunta ha appositamente riportato su un social network, era la nostra giurnàda dî mòrti. Niente da aggiungere a tante identiche emozioni fanciullesche se non l'oggetto che, in un certo senso, mi fece diventare adolescente tutt'una volta, rovinandomi. Il giorno prima dî morti, mentre rovistavo nell'armadio della camera da letto dei miei genitori, non ricordo il motivo, come se ce ne fosse stato bisogno per rovistare in giro, alzando una falda di un cappotto, gli occhi mi caddero su una ruota, come quella…

La foto conferma "u p'sciarö"

Il mio amico Pino, è riuscito a recuperare una foto che ritrae a sc'nnùa (o a cianàda) d' Santu Stéfu negli anni 30/40. Guardandola bene, sono riuscito a distinguere il vespasiano di cui ci parla il poeta-falegname piazzese Carmelo Scibona (1865-1939) nella sua poesia in gallo-italico U p'sciarö di Buttieddi che riporto nel post del 23 luglio 2015. E' proprio quella cabina in metallo segnata dalla freccia sötta u bastiöngh du ciàngh Duiliu. Oltre o p'sciarö si osserva la completa assenza di auto in circolazione, l'esigua quantità di pedoni e…

L'illuminazione a Piazza 2

Piano Santa Rosalia anni 30 A proposito dell'illuminazione nella nostra Città, vi riporto le righe dedicate al tema dal prof. Giovanni Contrafatto (1910-2004) nel suo libro Memorie Armerine del 1991: "Nel 1904 Piazza ebbe finalmente la luce. La centrale elettrica¹ fu impiantata nell'isolato di proprietà del Comune tra la discesa Pescheria e la via Santa Rosalia². La luce veniva erogata la sera, dall'imbrunire fino alle sette del mattino seguente. Per molti anni, ad avere la luce a casa erano pochi, essendo considerata un lusso che non tutti potevano permettersi. La…

L'illuminazione a Piazza 1

L'addetto all'accensione dei lapioni a petrolio fissi Lampione a petrolio mobile da posizionare con l'argano Lume e lanterna a petrolio Una comodità che tutti ormai consideriamo scontata, certa e ovvia, sino a un secolo fa e magari meno non era così semplice averla a portata "d'occhio". L'illuminazione delle strade sin quasi nei primi decenni dell'Ottocento era affidata a qualche torcia o braciere davanti ai conventi, ai castelli, ai palazzi di ricchi proprietari; nelle abitazioni c'erano soltanto lucerne ad olio, qualche candela e, nelle famiglie benestanti, qualche candelabro. Nelle vie il…
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