Gaetano Masuzzo

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Gli stemmi nel chiostro dei Carmelitani-7

Stemma P. Bartolomeo Ragusa, torre in punta e il sole nascente in capo

Stemma P. Girolamo Amoroso, asta con due stelle ai lati, in punta due colombi sopra un giglio

GLI STEMMI NEL CHIOSTRO DEI CARMELITANI-7

(dalla 6^ parte) Come abbiamo visto nel post precedente, durante il primo mandato priorale (1574-1578) del piazzese carmelitano P. Giovanni Pietro La Vaccara, furono costruiti i due portici a nord e a est. Mentre in quello a est non troviamo blasoni ma solo una data – 1575 – nell’arcata centrale tra la 3^ e la 4^ colonna, in quello a nord P. La Vaccara fece murare i blasoni di due Provinciali di quel periodo, Padre Bartolomeo Ragusa (o Rausa) da Mazzara (torre in punta e il sole nascente in capo), e Padre Girolamo Amoroso da Calatafimi (asta con due stelle ai lati, in punta due colombi sopra un giglio). Entrambi i Padri carmelitani, furono Provinciali di Sicilia¹, dopo P. M. Egidio Scrigno (1563-1568). Di P. Bartolomeo Ragusa sappiamo dall’elenco dei vescovi e dei vicari generali nella Diocesi di Mazzara dal 1317 al 1646 (al n. 11), che fu, durante il governo del vescovo Antonio Lombardo, vicario generale della Diocesi dal 1573 al 1579 :«Forbito oratore, facondo scrittore, è considerato un vero decoro e ornamento della famiglia dei Padri Carmelitani. Il vescovo Lombardo lo volle accanto a sé e dal Pontefice Pio V  fu inviato come Visitatore Generale della Chiesa agrigentina. Nell’arco di un decennio riuscì a riformare l’Ordine dei carmelitani e fu per dieci anni Priore dell’Ordine nella Sicilia. Morì a Roma nel 1581 dove si era recato per partecipare all’elezione del nuovo generale dei Carmelitani»². Inoltre, in un commento su un blog, veniamo a sapere che «A Mazara i Padri Carmelitani edificarono Chiesa e convento attorno al 1450, nel 1455 Convento e comunità erano già formati poiché il convento fu sede di un Capitolo Provinciale dell'Ordine, l'edificazione non era sul luogo attuale ma nel quartiere San Giovanni, accanto la chiesa di San Bartolomeo, successivamente nella seconda metà del XVI secolo i Carmelitani si spostarono dove ora sorge la chiesa ed il convento, la nuova chiesa fu intitolata all'Annunziata come quasi tutte le loro chiese, principali fautori nella nuova costruzione furono due fratelli entrambi frati Carmelitani Bartolomeo e Pompeo Ragusa, Bartolomeo fu anche Provinciale dell'Ordine, eletto ad Enna il 2 maggio 1568, Pompeo divenne Procuratore dell' ordine Carmelitano,e Reggente dell'Università degli Studi di Parigi nel 1569 e nel 1575 Reggente dell'Università di Pavia, morì a Mazara nel 1600 e venne sepolto nella chiesa dell'Ordine»³. Per quanto riguarda P. Girolamo Amoroso da Calatafimi non si hanno altre notizie oltre a quelle riportate sopra.


¹ Prima della divisione, nel 1585, in due: Provincia occidentale intitolata a Sant'Angelo di Sicilia e Provincia Orientale intitolata a Sant'Alberto da Trapani.

² www.diocesimazara.it/pls/mazaradelvallo/v3_s2ew_consultazione.mostra_paginawap?id_pagina=28848 (consultazione del 17/04/2019).

³ http://bypassdue.blogspot.com/2010/08/sede-del-comune.html T.O.C.-Marcella Spanò 30/08/2014 (consultazione del 17/04/2019). La sigla T.O.C. sta per Terzo Ordine Carmelitano.

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Gli stemmi nel chiostro dei Carmelitani-6

Stemma P. Giovanni Pietro La Vaccara Di rosso, con la vacca passante d'oro¹

Iscrizione anno 1575, arcata centrale portico est, chiostro carmelitano P. Armerina

GLI STEMMI NEL CHIOSTRO DEI CARMELITANI-6

(dalla 5^ parte) Gli altri due portici, a nord e a est, del chiostro del Convento dei Carmelitani di Piazza Armerina, furono realizzati tra il 1574 e il 1578, ovvero durante il primo mandato priorale del piazzese Padre Giovanni Pietro La Vaccara. La prima elezione a priore di P. La Vaccara avvenne durante il capitolo provinciale dei Carmelitani celebrato a Palermo nel 1574, come è testimoniata dalla data – 1575 – scolpita nell’arcata centrale del portico a est tra la 3^ e la 4^ colonna (foto in basso), la seconda, voluta per il protrarsi dei lavori di ristrutturazione, in quello tenuto a Caltanissetta nel 1577. Ci sarà una terza elezione, quella dal 1581 al 1582, dopo la pausa del priorato di P. Severino da Palermo (1579-80). Altra chiara testimonianza lasciata dal priore La Vaccara (alias Vaccaria, o à Vaccareis o de Vaccaro) è il blasone della sua famiglia, di rosso con la vacca passante d'oro, posto sull’abaco della seconda colonna del portico a nord (foto in alto). P. La Vaccara fu maestro di teologia, grande predicatore e definitore (consigliere) nel capitolo provinciale di Scicli del 1581. Nel 1607, quindi trent'anni dopo circa, fu eletto provinciale della provincia di Sant'Alberto da Trapani² a Licodia un contemporaneo e forse consanguineo di P. La Vaccara, P. M. Martino La Vaccara (o de La Vaccara) da Scicli³. 

¹ «Vaccaro - Di rosso, con la vacca passante d'oro» Vincenzo Palizzolo Gravina, Il Blasone in Sicilia, Visconti & Huber, Palermo 1871-75, p. 400.

² Sino al 1585 esiteva un'unica Provincia Carmelitana Siciliana che, poi, si divise in due: Provincia di Sant'Angelo di Sicilia a occidente e Provincia di Sant'Alberto da Trapani a oriente.  

³ Cfr. L. Villari, Storia ecclesiatica della città di Piazza Armerina, Messina 1988, pp. 266-268, 272-273.

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Gli stemmi nel chiostro dei Carmelitani-5


Uno scrigno con tre gigli, tre stelle ed una croce greca nel centro¹

La nota manoscritta «Conventus S.te M. de Platea» sul frontespizio²

GLI STEMMI NEL CHIOSTRO DEI CARMELITANI-5

(dalla 4^ parte) Il quarto e ultimo stemma da sx, sull'interstizio tra la 4^ e la 5^ arcata del portico a ovest nel chiostro dei Carmelitani (per intenderci a dx dopo il portale ogivale d'ingresso al chiostro) è del Provinciale dell’Ordine, Padre e Maestro Egidio Scrigno o Scrinio. Questi, originario di Trapani, quando divenne Provinciale, dal 1563 al 1568, si prodigò per ultimare il portico di ovest e, in memoria, il priore piazzese di allora, P. Riccardo La Monica, ne fece porre il blasone: Uno scrigno con tre gigli, tre stelle ed una croce greca nel centro. Da un antico volume sappiamo che «Il Molto Rev. P. Maestro Egidio Scrigno di buona famiglia di questa Città di Trapani, preclaro nella vita sua, e nei costumi, fù priore del Convento della Santissima Nuntiata, Procurator Generale di tutto l’Ordine Carmelitano, e Visitatore dei Conventi della Toscana, e Napoli, e finalmente Provinciale di Sicilia, morì il 6 aprile 1589»². In un altro, altrettanto antico, troviamo queste notizie «M. Egidio Scrigno, di natione Ciciliano, di patria, Trapanese: padre veramente, Maestro degno di grandiss’osservanza. Fu procuratore Generale. Poi nella professione sua di Filosofo, e Teologo, lasciò odore soavissimo, non solamente in Roma, pubblicamente in Sapienza leggendo; ma per tutte le mondane parte, come ch’udito fusse da tutte le mondane nationi, che si volentieri, leggend’egli, nobilissima corona gli facevano. Avanti più Papi, con gravità, e mirabile maestà, orò in Capella, con profondissimo silentio, da quelle berrette rosse, e da tanti Regnum mundi, fu con l’inarcate ciglia udito, e molto bene osservato, e oltre modo commendato. […] Scrisse molt’orationi  […]. Scrisse anco molte materie. […]. In somma fu honor immortale alla Religione, e in particolare, a Cicilia dignissima provincia»³. (continua)

¹ Litterio Villari, Storia ecclesiastica della città di Piazza Armerina, Messina 1988, p. 267.

² Basilio Cavarretta, Racconto delle fattezze, ed imagine della gloriosissima sempre Vergine Maria, Nicolò Bua, Palermo 1656, p. 21. In fondo al frontespizio dell'opera, si trova la nota manoscritta «Conventus S.te M. de Platea», forse perché un tempo ospitato nella fornitissima biblioteca del convento carmelitano piazzese di Santa Maria dell'Annunciazione (Carmine).

³ Giuseppe Falcone, La cronica carmelitana, dall'origine di Santo Elia Profeta, Gio. Bazachi, Piacenza 1595, p. 697.

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