1600 Frate piazzese seguace di fra Umile/2 In evidenza

Fra Stefano da Piazza (Armerina), sec. XVII, part. Crocifisso ligneo, Subiaco (Roma), Chiesa dei Francescani

Fra Stefano da Piazza (Armerina), sec. XVII, part. Crocifisso ligneo, Sacrestia Chiesa e Convento delle Cappuccinelle, Cosenza¹

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Contemporaneo a Fra Umile fu un altro scultore francescano, Fra Innocenzo da Petralia. Dell’anno di nascita (1592), di quello di morte (1648), del luogo dove morì (Palermo), del suo vero nome al secolo e se sia stato solo un frate o sacerdote, non si è sicuri. Sono certe però alcune cose, a cominciare dal luogo di nascita, Petralia Soprana (PA) e dalla sua indiscutibile capacità artistica e, poi, che operava in Sicilia da solo o con Fra Umile nel Convento di Sant’Antonino di Palermo dove era sorta una vera e propria scuola di scultura fondata da entrambi e frequentata anche da laici. Altra cosa di cui si è certi è l’enorme prolificità che avevano i due confratelli, perché molti cronisti del tempo ci riferiscono che erano capaci di realizzare, scolpendo e decorando, un crocifisso a grandezza naturale in pochissimi giorni (6/8). Fra Innocenzo oltre che in Sicilia operò in numerose regioni d’Italia e forse anche a Mdina (Malta) realizzando almeno 18 crocifissi, e poi Ecce Homo, statue e reliquiari. Anche ad Aidone il frate realizzò un grande armadio a palchetti per la sagrestia della chiesa di Sant’Anna. Tra i non pochi seguaci di Fra Umile, e forse anche di Fra Innocenzo, ci fu anche un piazzese, Fra Stefano da Piazza (Armerina), che si può definire uno dei più interessanti seguaci dell’arte di frate Umile e di Frate Innocenzo da Petralia. Del frate piazzese, di cui non si conosce né l’anno di nascita e né quello di morte (per essere un seguace dei due confratelli di Petralia secondo me doveva essere nato non più tardi del 1615 e morto almeno dopo il 1685, se è vero che alcune sue opere furono eseguite intorno a quell’anno), operò nella seconda parte del Seicento nel Lazio: Crocifisso nella chiesa di S. Francesco di Subiaco (nella foto in alto, 1685?), quello assieme alla Madonna dei Sette Dolori nella chiesa di S. Pietro Apostolo annessa al Convento dei PP. Minori Riformati a Carpineto Romano (RM, 1685?) e, forse, il Crocifisso sull’altare maggiore nella Chiesa e Convento di S. Cosimato di Vicovaro (RM); in Calabria: Crocifisso nella sagrestia della Chiesa e Convento delle Cappuccinelle a Cosenza (nella foto in basso). Queste opere rappresentano alcune delle tante testimonianze artistiche documentate di questo straordinario scultore francescano siciliano che fu anche un abilissimo disegnatore. P. Damiano Neri nel volume Scultori francescani del Seicento in Italia, PISTOIA 1952, così si esprime nel trattare questo straordinario artista siciliano e piazzese <<… Egli non si abbandona all’estro inventivo della fantasia, né agli attraenti fantasmi, che gli siano halenati durante la preghiera; prende come spunto di partenza lo studio oggettivo del vero, disegna e ritrae con meticolosa esattezza le membra come gliele presenta il modello che ha sott’occhio e quando è sicuro del fatto suo, passa scolpire con tocco sicuro ed energico la statua>>. Per concludere non si può fare a meno di ricordare un importante allievo di Fra Stefano da Piazza, Frate Angelo da Pietrafitta (CS) detto anche d’Aprigliano (CS) , di cui le opere si trovano sparse nei conventi del Lazio, della Puglia e della Basilicata. (tratto da Rosolino LA MATTINA, Frate Innocenzo da Petralia, Scultore siciliano del XVII secolo fra leggenda e realtà, Ed. Lussografica, CALTANISSETTA 2002, volume gentilmente e opportunamente segnatalomi dall'amico Vittoriano M.)

¹ La foto mi è stata segnalata e inviata l'8 giugno 2019 dall'amico Antonio Barbera.

cronarmerina.it


Commenti  

0 #2 antonio barbera 2019-06-09 12:37
peccato che del Frate Stefano di Piazza di cui sono riconosciute le opere scultoree non si hanno notizie biografiche , ,documenti numerosi riguardano sia Fra Innocenzo da Petralia che Frate Angelo da Pietrafitta.
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0 #1 Stefano 2016-06-09 06:25
Alla luce di queste notizie che rilanciano l'importanza dei Frati Minori nell'arte, nella fede e nella nostra vita sociale di almeno 4 secoli, come si può lasciare in completo stato di abbandono e rovina la chiesa e il convento dei frati francescani dell'Osservanza di Santa Maria di Gesù? I nostri discendenti non ce lo perdoneranno mai!
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