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Calisto Calcagno / Parte 3^

Calisto Calgano il giorno del matrimonio con Adele Pulvirenti

Calisto Calcagno 3^ Parte

"Le testimonianze"

(dalla Parte 2^) Adele Pulvirenti, nata a Siracusa il 19 gennaio 1903 e deceduta a Siracusa il 23 gennaio 1990, racconta la triste vicenda della morte di suo marito brigadiere di Pubblica Sicurezza Calisto Calcagno.

«Dopo una lunga notte di intensi bombardamenti, mio marito in servizio presso la Questura di Siracusa, si accinge a recarsi in città per servizio. Eravamo ospiti della contessa Grande a San Michele di Cassibile e cercai di dissuaderlo con i miei figli Aldo e Graziella ma fu inutile, perché doveva andare a compiere il suo dovere. Si avviò con la sua bicicletta e oltrepassò con la sua bicicletta il casello ferroviario di Santa Teresa Longarini e percorrendo qualche chilometro s'imbattè in un posto di blocco italiano al comando di un maggiore. Mio marito, da come fu riferito da testimoni, insistette per passare, mentre il maggiore italiano lo invitava a imbracciare un fucile per combattere. Nel frattempo giunse un mezzo dei pompieri che, tornando da Cassibile, raccolse mio marito e anche un gregario dell'UNPA, un certo Nunzio Formisano. Il mezzo dei pompieri proseguì fino al Ponte Grande dove gli inglesi erano appostati sugli alberi e spararono verso i pompieri che cercarono scampo sotto il Ponte, mentre mio marito rispose al fuoco con la pistola, ma venne colpito da una raffica di mitra insieme al Formisano. I corpi dei morti furono buttati nel fiume senza nessuna pietà: poi le reti frenanti poste nello stesso bloccarono i loro corpi che in seguito furono seppelliti lungo l'argine. Solo dopo lunghe ricerche mi segnalarono delle croci, che trovai lungo l'argine del fiume Anapo. Queste croci portavano una scritta in inglese "tre sconosciuti italiani" e la data 13 luglio 1943. Solo dopo il 1° ottobre 1943 furono disseppelliti i resti dei morti: quello di un vigile del fuoco e quello di mio marito. Le notizie le venni a sapere da dei pompieri tra cui il signor Ricciardi e Antonino Fazzina».

Nella Formisano, nata a Siracusa il 13 dicembre 1932, racconta la triste storia della morte di suo padre, il gregario dell'UNPA Nunzio Formisano, in un'intervista rilasciata nel 2007.
«Il 10 luglio 1943 mio padre doveva andare a prendere servizio al Comando dell'UNPA e pur avendo confidato la mattina a mia madre di avere paura andò lo stesso al Comando per non essere accusato di diserzione... L'Ufficiale italiano del posto di blocco chiese a mio padre di mettersi a disposizione con gli altri soldati nella difesa del Ponte sull'Anapo. Nel frattempo giungeva da Cassibile una moto pompa dei vigili del fuoco che aveva appena spento un incendio. I pompieri insistendo con l'Ufficiale per poter oltrepassare il Ponte gli chiesero altri uomini e così furono scelti mio padre e il brigadiere Calcagno. Mio padre aveva inteso il pericolo e aveva chiesto di tornarsene ma il comandante lo convinse a salire sulla moto pompa insieme al Calcagno. L'automezzo prima di arrivare al Ponte fu oggetto di scariche di mitragliatrice che colpirono mio padre alla testa e il Calcagno al petto... i corpi dei morti vennero gettati nel fiume per far largo ai mezzi in transito... mia madre continuò a cercare per giorni e giorni sino a quando un suo cugino le suggerì di scrutare sotto il Ponte perché si raccontava che i corpi gettati dagli inglesi erano stati trattenuti dalla rete di sbarramento messa dagli italiani... Alla presenza della mamma, dopo tre mesi di ricerche, gli operai del Comune recuperarono i corpi. E fu grazie all'insistenza di un anziano con la barba e i capelli lunghi che quel giorno furono trovati anche i corpi di mio padre e di Calcagno... Vorrei che le nuove generazioni sapessero come abbiamo sofferto noi, bambini di quel tempo». (continua nella 4^ e ultima parte: Lapidi ricordo e intitolazione di via

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