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Gli stemmi nel chiostro dei Carmelitani-5 In evidenza


Uno scrigno con tre gigli, tre stelle ed una croce greca nel centro¹

La nota manoscritta «Conventus S.te M. de Platea» sul frontespizio²

GLI STEMMI NEL CHIOSTRO DEI CARMELITANI-5

(dalla 4^ parte) Il quarto e ultimo stemma da sx, sull'interstizio tra la 4^ e la 5^ arcata del portico a ovest nel chiostro dei Carmelitani (per intenderci a dx dopo il portale ogivale d'ingresso al chiostro) è del Provinciale dell’Ordine, Padre e Maestro Egidio Scrigno o Scrinio. Questi, originario di Trapani, quando divenne Provinciale, dal 1563 al 1568, si prodigò per ultimare il portico di ovest e, in memoria, il priore piazzese di allora, P. Riccardo La Monica, ne fece porre il blasone: Uno scrigno con tre gigli, tre stelle ed una croce greca nel centro. Da un antico volume sappiamo che «Il Molto Rev. P. Maestro Egidio Scrigno di buona famiglia di questa Città di Trapani, preclaro nella vita sua, e nei costumi, fù priore del Convento della Santissima Nuntiata, Procurator Generale di tutto l’Ordine Carmelitano, e Visitatore dei Conventi della Toscana, e Napoli, e finalmente Provinciale di Sicilia, morì il 6 aprile 1589»². In un altro, altrettanto antico, troviamo queste notizie «M. Egidio Scrigno, di natione Ciciliano, di patria, Trapanese: padre veramente, Maestro degno di grandiss’osservanza. Fu procuratore Generale. Poi nella professione sua di Filosofo, e Teologo, lasciò odore soavissimo, non solamente in Roma, pubblicamente in Sapienza leggendo; ma per tutte le mondane parte, come ch’udito fusse da tutte le mondane nationi, che si volentieri, leggend’egli, nobilissima corona gli facevano. Avanti più Papi, con gravità, e mirabile maestà, orò in Capella, con profondissimo silentio, da quelle berrette rosse, e da tanti Regnum mundi, fu con l’inarcate ciglia udito, e molto bene osservato, e oltre modo commendato. […] Scrisse molt’orationi  […]. Scrisse anco molte materie. […]. In somma fu honor immortale alla Religione, e in particolare, a Cicilia dignissima provincia»³. (continua)

¹ Litterio Villari, Storia ecclesiastica della città di Piazza Armerina, Messina 1988, p. 267.

² Basilio Cavarretta, Racconto delle fattezze, ed imagine della gloriosissima sempre Vergine Maria, Nicolò Bua, Palermo 1656, p. 21. In fondo al frontespizio dell'opera, si trova la nota manoscritta «Conventus S.te M. de Platea», forse perché un tempo ospitato nella fornitissima biblioteca del convento carmelitano piazzese di Santa Maria dell'Annunciazione (Carmine).

³ Giuseppe Falcone, La cronica carmelitana, dall'origine di Santo Elia Profeta, Gio. Bazachi, Piacenza 1595, p. 697.

cronarmerina.it

Commenti  

0 #2 gaetano 2019-04-28 17:36
Antonio, grazie. Sei uno dei pochi che leggono i miei post con attenzione, interesse e che integrano con altre importanti notizie. Aspetto le pagine da te menzionate. Ciao
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0 #1 antonio barbera 2019-04-28 15:42
Nel testo di Basilio Cavaretta ho trovato la descrizione di due miracoli che il Simulacro della Madonna di Trapani , Madonna venerata in tutta la Sicilia , (a Messina vi è un antico santuario dedicato) a due piazzesi ( pag. 55-56 invierò copia ) forse per questa devozione diffusa e per questi miracoli noti era presente una copia dell'opera di Cavaretta a Piazza . presso il Convento . Nel testo è descritto che il simulacro doveva partire per Pisa , ma fu impossibile imbarcarlo in quanto il carro si fermò dove i padri Carmelitani costruirono il primo santuario in trapani 1250 . Forse il testo presente nella biblioteca di Piazza Armerina è uno dei pochi sopravvissuti se Google ha scannerizzato questo con l'annotazione a penna . purtroppo nel testo non si evince la biblioteca che lo custodisce . Sarebbe interessante conoscere qualche altra notizia vediamo se riesco presso la Biblioteca Diocesana di Messina .
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