ExclusiveCentraleSx
ExclusiveCentraleDx

Famiglia Sanfilippo

Leone rampante d'oro con una banda traversata di sopra rossa in campo azzurro

Il cognome la famiglia Sanfilippo lo prende quando nel 1316 l'antenato spagnolo-valenziano, Velasquez de Mena proveniente dalla città di Dollunuedro, ottiene la castellanìa di S. Filippo d'Argirò (oggi Agira) da re Federico I d'Aragona. Successivamente uno dei tre figli avuti da Tuccia degli Emporii figlia di Diego, Ilisoldo o in idioma siciliano Milisoldi, ottiene nel 1344, la stessa castellanìa da re Ludovico I di Sicilia, iniziando a cognominarsi Milisoldi de Mena de Sancto Philippo o Milisoldo di San Filippo. Questi si sposa a Palermo con Ilerda, figlia di Todi Sances gentiluomo catalano castellano del Regio Palazzo. Appena sposati si trasferiscono alla Real Corte di Catania procreando Giacomo o Giaime, Todi, Raimondo e Andrea, tutti gran cavalieri fedeli a re Federico III. I primi componenti di questa famiglia a Platie li abbiamo nello stesso periodo (1282) di Velasquez, con i nobili militi Oberto e Bonsignorio de Sancto Philippo. Nei primi decenni del 1400 Bernardo, uno dei quattro figli che Andrea ha con Paola di Sortino, è creato dal re Alfonso capitano della città di Piazza. Nel 1461 il domenicano Antonio Sanfilippo è cappellano della Camera Reginale di re Giovanni II d'Aragona, successivamente diventerà giureconsulto e collettore dei diritti della Sede apostolica in Sicilia; nel 1478 ritorna nel Convento di Plaza e lì muore nel 1495. Bernardo, capitano di Piazza, si sposa con Leonora Coloba figlia di Giovanni, e da lei ha tre figli: Giovanni Antonio Giuliano giudice capitano di Piazza nel 1460, Matteo dottore di legge e giudice di Piazza nel 1463, Pier Luigi prete. 1520 la famiglia Sanfilippo risulta iscritta alla Mastra Nobile della Città. Giovanni Antonio Giuliano ha un figlio, Francesco, capitano di Piazza nel 1487. Questi ha tre figli, Giov. Vincenzo portolano di Terranova nel 1500, Giov. Battista giurato di Piazza nel 1554 e Giov. Domenico giurato di Piazza nel 1552. Giov. Battista sposandosi con Isabella la Seta figlia di Nicolò della famiglia la Seta di Pisa, ha 5 figli, uno dei quali, Don Giacomo è canonico della Cattedrale di Agrigento e Vicario Generale della sede vacante nel 1571, un altro, Desiderio, ha 4 figli. Tre di questi acquistano lo Stato di Aydone da Bartolomeo Gioeni e si stabiliscono in quella Terra, il quarto, Giovanni Tommaso ricco proprietario ha un figlio, Desiderio.  Nel 1555 Antonino e Giovanni Filippo, nipoti di Giov. Battista, sono giurati tra coloro che firmano i "capitoli di pace" tra la fazione degli Aguglia, alla quale loro appartengono assieme ai Trigona, e quella degli Assaro e i Lo Bosco. 1621 Desiderio, figlio di Giov. Tommaso, è barone di Sortavilla (frazione di Imbaccari Soprano) e giurato. Nel 1625 acquista i feudi di Canzaria, Monte Navone e Ciappa. Sposa Olimpia Gaffori e ne riscatta nel 1634 il feudo di Grotte (Ag). Nel 1638 effettua un prestito di 5.600 onze ai Giurati della Città per acquistare grano da distribuire al popolo. Nel 1648 per mercede della Maestà Cattolica e per servizi fatti alla Real Corona, acquisisce il titolo di Duca e lo posa sul suo feudo di Grotte, diventando il più alto rappresentante della nobiltà piazzese (si ricorda che la città di Piazza ebbe soltanto due nobili con questo titolo, l'altro è Vespasiano Trigona duca di Misterbianco). Il Duca istituisce nella Città varie opere pie, è Cavaliere Ospedaliere di Malta e favorisce le Accademie piazzesi lasciando molti beni al Collegio degli Studi dei Gesuiti. Nel 1650 costruisce il suo palazzo di via Vitt. Emanuele 19 (di fronte l'odierna farmacia Gurreri). Quando muore si fa seppellire nella II cappella a sx della chiesa di S.Pietro, costruita dal padre Giovanni Tommaso (1563-1621) ivi sepolto. Dal matrimonio con Olimpia Gaffori Desiderio ha quattro figli, Felice, Tommaso, Beatrice e Francesca. Felice si sposa con Ippolita Starrabba e Trigona dalla quale ha Tommaso e Agata sposa di Pietro Celestri. Nel 1624 suor Caterina Sanfilippo è superiora del Ritiro di S. Anna e nel 1638, con le suore Giulia e Antonia Sanfilippo, madre e figlia, presentano, insieme ad altre tre suore appartenenti al patriziato piazzese, la necessaria documentazione affinché il ritiro muti in un Monastero. Mutazione in monastero di Agostiniane che avviene quattro anni più tardi, nel 1642. 1630 ca. Domitilla Sanfilippo è vedova di Giacinto Jaci e la figlia, Pelagia, sposa nel 1633 Diego Platamone barone di Pòjura. Nel 1666 Tommaso, primogenito di Desiderio e Olimpia, risulta II duca di Grotte e barone di Imbaccari Soprano e Canzaria, cavaliere dell'Alcantara e governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1698. Nel 1692 la figlia di Tommaso, Ippolita, si sposa con Vincenzo La Grua Talamanca principe di Carini. Nel 1693 ca. Beatrice, terzogenita di Desiderio, lascia una rendita alla Chiesa Madre, nonché Duomo e oggi Cattedrale, per il mantenimento di un canonico. Di questa famiglia abbiamo stemmi soltanto nella chiesa di S. Pietro, il Pantheon della Città. I due stemmi sono posti sull'arco e sul sarcofago di dx della II cappella a sx della chiesa. Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Torna in alto

Ricerche Storiche

Censimenti

Storia Civile

Storia Ecclesiastica

Curiosità

Come Eravamo