Il Campanile della Cattedrale

Il Campanile della Cattedrale (2^ parte del Trecento-1581)
 
Il nostro Duomo, dal 1817 Cattedrale (chiesa principale della Diocesi in cui ha sede la Cattedra Vescovile) ha un campanile alto 44 metri e largo 12 metri ca. che si presenta di stile gotico-catalano (o gotico-aragonese) nei primi due piani o ordini¹ e di stile rinascimentale-classicista² negli altri due superiori. L'ideazione di questi ultimi avvenne alla fine del Quattrocento, mentre l'effettivo inizio fu nel 1517, in coincidenza del notevole lascito (60.000 scudi) della nobile Panfilia Spinelli vedova di Giovanni Andrea Calascibetta barone di Scalisa e Maloscristianello, morto nel 1508, di cui nella cripta voleva farne un degno luogo di sepoltura. Il materiale dei primi due piani/ordini era in pietra calcarea bianca, come tutta la chiesa pre-esistente, chiesa madre già nel 1308 col nome di Santa Maria Maggiore e nel 1349 dedicata a Maria SS. delle Vittorie³. Tra il Sei e il Settecento la chiesa precedente fu in parte demolita e in gran parte inglobata da supporto strutturale e di servizio alla nuova come la vediamo adesso, ma del campanile prima del 1517 non si hanno notizie certe, ma è impensabile che per due secoli la chiesa madre non ne avesse avuto uno. Pertanto la posa della prima pietra dei due piani superiori nell'aprile del 1517, dovette avvenire quanto meno sul sito del precedente o su quello che ne rimaneva costruito nella 2^ parte del Trecento. Nel 1542 la costruzione venne interrotta per il parziale crollo a causa di un terremoto che interessò la Val di Noto. I lavori ripresero nel 1555 e gli ultimi due piani furono completati nel 1581, anno di posa della campana grande, ma con uno stile diverso, grazie al contratto stipulato col maestro scultore e architetto "fiorentino" Raffaele Russo, che dal 1558 si servì per la realizzazione dei lavori del maestro Nicola Calderaro di Petralia Sottana. Il nuovo stile applicato (simile a quello della contemporanea ricostruzione del Duomo di Enna) fu quello rinascimentale, con una naturale "metamorfosi" tra due linguaggi apparentemente inconciliabili, ma che il Russo seppe gestire applicando la pietra arenaria rosata, creando così una gradevole bicromia. Il restauro più recente risale alla prima metà del 2009 e in quell'occasione tanti abbiamo avuto l'opportunità di salire sino alla cella campanaria e vedere le enormi campane, oltre all'insolito e unico panorama. Voglio concludere con due curiosità: - nel progetto definitivo della nuova Chiesa Madre, realizzato dall'architetto Orazio Torriani nel 1627, era prevista la collocazione nel campanile di un orologio; - nel progetto di completamento della cupola dell'architetto catanese Francesco Battaglia nel 1767, era previsto l'innalzamento del campanile sino all'altezza della cupola che è alta 76,5 metri, pertanto doveva venire alto quasi il doppio di come lo vediamo oggi.
 
¹ In realtà nella parte gotico-catalana (fine XIV inizio XV secolo) di piani ne possiamo distinguere ben 5. Il primo lo consideriamo lo zoccolo massiccio (la base vera e propria) di m 2,30 ca. di altezza e di m 13 ca. di larghezza che esce fuori dalla perpendicolare della torre di oltre mezzo metro per lato; il secondo e il terzo lisci, senza sculture o rilievi, separati da una cornice bombata; il quarto e il quinto di diversa altezza e con 2 finestre cieche in ognuno.
² Caratteristico del XVI secolo.
³ Nonostante la proclamazione a Chiesa Madre nel 1349, il Vessillo continuò a rimanere custodito nella precedente chiesa madre di San Martino di Tours sino al 1517.
 
cronarmerina.it

Commenti  

0 #2 Gaetano 2018-11-17 07:37
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