Tutta bella sei ai Cappuccini/3 In evidenza

Madonna di Loreto, 1541, Piazza Armerina, Chiesa Maria SS. delle Grazie o dei Cappuccini

3^ e ultima Parte

(dalla Parte 2^) Tornando al dipinto della Madonna di Loreto nella chiesa di Maria SS. delle Grazie o dei Cappuccini a Piazza Armerina (nella foto), «L'opera, un olio su tavola di pregevole fattura, di bottega siciliana, reca la data 1541 in calce al cartiglio che si srotola al centro della composizione, sotto il trono della Madonna. [...] Il dipinto denota da parte dell'autore un retroterra di raffinata ed elegante cultura di gusto antiquario, nordico, per i dettagli ornamentali quali la decorazione a candelabra delle colonne del tempio, la veste della Madonna impreziosita da un decoro d'oro, le pose manieratamente atteggiate degli angeli avvolti da tuniche eleganti, mollemente avvinte alle colonne, per nulla in contrasto con i poveri sai dei frati, figure sdutte ai lati del trono della Vergine. La visione dello spettatore viene infatti catturata dalla sottile struttura a traforo dell'aureola dorata che dona un tocco di insospettata signorilità alle umili figure laterali. L'eleganza dell'insieme fa pensare quasi a una trasposizione tardo-rinascimentale, in cui si risente l'nfluenza di Gerolamo Alibrandi (detto anche Raffaello da Messina), divulgatore in Sicilia dei caratteri più appariscenti di Leonardo e Raffaello, da lui acquisiti durante i suoi viaggi per tutta l'Italia. Nella tavola si nota una particolare e minuziosa cura del paesaggio alle spalle della Vergine. L'opera, in periodo imprecisato, è stata resecata alla base per far posto all'edicola lignea, che contiene l'effige stante di Gesù Bambino in ceroplastica. Il danno ha modificato in modo irreversibile l'opera pittorica».¹ Considerando che «i Cappuccini si stabilirono in città nel 1538 prendendo dimora in contrada Rambaldo, a 500 metri a nord-est del convento di S. Maria di Gesù, in una modesta casa colonica sita in un piccolo appezzamento di terra, che avevano avuto in concessione dal piazzese Giovanni Filippo Jaci, nei pressi dell'antica Torre di Renda»;² che la comunità abitò qui «sino al 1592 (Chiarandà), anno in cui passò nei locali annessi alla chiesetta della Madonna delle Grazie al piano Sant'Ippolito [chiesetta, quindi, già esitente? ndr], e che venne a Piazza nel 1603 (P. Samuele da Chiaramonte), trasferendosi definitivamente nel nuovo convento nel 1606 (Franchino)»³ sarebbe interessante sapere quale fosse il sito originario del quadro della Madonna di Loreto, datato 1541. E, inoltre, sapere da chi e per quale occasione fu commissionato e installato nella chiesa del convento che, nel giro di pochi decenni, «divenne fra i principali della Provincia francescana, con una ricchissima biblioteca di oltre 3.000 volumi e che ospitò ben nove dei sedici capitoli provinciali celebrati a Piazza».4       

¹ Vittorio Malfa, La Chiesa di Maria SS. delle Grazie a Piazza Armerina, in Archivio Storico della Sicilia Centro Meridionale, Anno I - N. 1 Aprile 2014, pp.134-135.

² Ivi, p. 119.

³ Ibidem.

4 Ivi, pp. 119-120.

cronarmerina.it

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