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Cose

A fascèdda

Per chi frequenta oggi i supermercati o i moderni negozi di generi alimentari, l'oggetto nella foto può sembrare tutto tranne che un contenitore di ricotta o meglio un "cestino di ricotta" da noi chiamato "fascèdda". Si chiama così perché è formata da tante strisce di canne legate o 'nfasciàte e serviva al trasporto della ricotta da parte du r'cuttèr che poi la vendeva nelle nostre strade, dopo averla personalmente lavorata e raccolta. Lui gridava u r'cuttèeee! e le casalinghe si affacciavano davanti i catöi, o scendevano na stràta, porgendogli il…

L'orologio degli Angeli

Nella mia recente visita al Museo Diocesano per la mostra "Videro e credettero" ho trovato, messe ben in evidenza, le campane dell'orologio meccanico della chiesa degli Angeli Custodi. La campana di dx riporta l'anno 1668, quella di sx il 1721. La costruzione della chiesa iniziò nel 1660 e dalla lapide posta sul portone principale apprendiamo che il completamento della fondazione, voluta dai fratelli Francesco e Gaspare Seggio, avvenne nel 1678. Pertanto le campane che segnavano il tempo ai nostri avi abitanti in quella zona centrale dell'antico quartiere Monte, sono di…

Akim, l'eroe number 4

CI IMMERGEVA TOTALMENTE NELLA JUNGLA (attenzione, noi non leggevamo "giungla" ma "iungla") Era una serie di albi a striscia editi in Italia dal 1950 al 1967 e in Francia dal 1958 al 1991.

Soluzioni semplici, ma geniali

U sgabèllu in via Sant'Agostino, a pochi metri dalla via Mazzini U sgabèllu d préia Dato che i mezzi di locomozione di una volta erano i quadrupedi, asini, muli e più raramente cavalli, questi venivano adoperati a tutte le età. Sino a quando si era giovani e baldi, salire in groppa al mezzo era abbastanza agevole, bastava uno slancio e... oplà, ma quando l'età superava gli "anta" occorreva l'aiuto di qualcosa o di qualcuno per arrivare a mettersi in sella ('ncàv a bardèdda). Se l'utilitaria era di piccola cilindrata, come…

I Ciancianèddi

Quando le automobili erano ancora da inventare i ciancianèddi, di cui nelle foto vediamo due esemplari, erano le odierne colonnine di posteggio. Ancora oggi ne troviamo a dozzine sui muri delle nostre strade, in specialmodo in quelle un po' interne rispetto alle più trafficate. Quasi ogni famiglia aveva un quadrupede (asino o mulo, raramente un cavallo) utilizzato per i trasporto dei prodotti agricoli, e per gli spostamenti nei "fine settimana" fuori città. Pertanto, in ogni abitazione al pianoterra c'era la stanza-ricovero con la rispettiva mangiaöra, per i rifornimenti carburante e…

L' UFO di Creta

Quello che può sembrare un UFO è il Disco di Festo. Il disco in terracotta, di 16 cm. di diametro e 16 mm. di spessore, è stato trovato nella città di Festo sull'isola di Creta nel 1908 da una spedizione italiana guidata dall'archeologo romano L. Pernier e dal roveretano F. Halbherr. Datato intorno al 1700 a.C. è ricoperto di simboli impressi in ambo i lati con stampini quando l'argilla era ancora fresca. I simboli, che in totale sono 241, sono rimasti anora indecifrati. 

Capitan Miki, l'eroe number 3

CAPITAN MIKI USCITO PER LA PRIMA VOLTA NEL 1951 ARRIVO' A SUPERARE LE 500.000 COPIE A SETTIMANA ! (senza dimenticare i suoi fedeli "collaboratori": Dottor Salasso e Doppio Rum) 

Blek, l'eroe number 2

CON BLEK MACIGNO CI SI RITROVAVA NELL'AMERICA SETTENTRIONALE DEL 1770 POCO PRIMA DELLA GUERRA DI INDIPENDENZA TRA COLONI AMERICANI E INGLESI CHE STORIE AVVINCENTI!

Il mio eroe Number 1

Una settimana fa, rispondendo a un commento, mi è venuto di parlare dei miei eroi preferiti. Ebbene sì. Il mio eroe N. 1 era e resta NEMBO KID. Non la versione moderna, Supermen, ma la versione anni '50 e '60. Che viaggi nel futuro ! Che viaggi frantasiosi! Troppo forte! Prossimamente gli eroi Numeri TWO, THREE and FOUR. Prego notare il prezzo di copertina del fumetto (£. 120) ... e i vostri?

Uso del "graffietto"

Il graffietto degli anni '30 ancora al lavoro Avevo promesso che vi avrei mostrato come si usa il graffietto. Ecco nella foto come viene appoggiato, da mani esperte (di mio padre, classe 1921), al bordo di un tavolo per segnare sempre la stessa distanza, utilizzando la punta affilata del chiodo. Ieri sera mio padre Gino mi ha raccontato alcuni aneddoti legati a questo attrezzo. Intanto, lui per la prima volta, lo aveva visto e usato quando era dal suo primo mastru, Valentino Fiumicello, nella falegnameria di fronte al magistrale in…
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