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Cose

A fussetta/1

Quello della fussètta o e buttuni era un gioco per specialisti. Anche se occorreva molto poco come spazio e attrezzatura, non era per giovani sprovveduti. Bisognava scavare un piccolo incavo, con bordi ben definiti e profondo non più di 5 cm. (perché doveva permettere il facile recupero) nel terreno possibilmente pianeggiante e senza imperfezioni per un raggio max di un metro, e il campo di gioco era realizzato. Se invece ci si trovava in una strada in discesa e cùi cut'cchiöngh (ciottoloni) che da noi non mancavano, allora erano problemi,…

U cìrcu

Il gioco del cerchio o, come lo chiamavamo noi, du cìrcu, era all'inzio del secolo scorso uno dei più diffusi. Le foto, anche di famiglia, di quel periodo, lo testimoniano trovandoli anche tra le mani di giovanotti più anziani che li usavano nei giardini o nelle scampagnate. Bastava un cerchio e una bacchetta di legno e il "gioco" era fatto. Quando iniziarono a diffondersi le biciclette il cerchio in legno fu sostituito da quello in metallo (foto in basso) senza i raggi, molto più resistente, più stabile e che garantiva…

U rùmulu

La TROTTOLA, ma noi la chiamavamo con un nome al maschile, U RÙMULU, era già un giocattolo molto diffuso sin dai tempi dei Greci e dei Romani. Da noi si è usato sino agli anni '60, poi non si è più visto. Formato da un cono di legno duro, d bùsg o d'aulìv (in dialetto più recente bùsciu = bosso, aulìv = olivo) con tante scanalature, per facilitare l'avvolgimento della cordicella tenendolo pa cap'tìna (capoccia). All'estremità inferiore veniva conficcato un chiodo con la testa arrotondata, sia per motivi di attrito…

A sciunna/2

Questo attrezzo nelle mani di giovani inesperti e alle prime "armi", poteva essere molto pericoloso soprattutto se nei primi lanci non si capiva cosa si doveva lasciare andare per prima, la parte tenuta dalla mano sx o quella tenuta dalla mano dx, e se non si capiva che non si doveva mirare verso il compagno vicino, neanche appafinta¹. Bisogna ricordare che, mentre per noi nati negli anni '50 l'attrezzo era prettamente ludico (tiro a bottiglie d' gazzùsa, lattine da salsa) o teppistico (tiro a lampadine, lampioni, finestre, animali domestici, scaramucce…

A sciunna/1

Se facessimo un sondaggio, tanto di moda in questo periodo, per sapere quanti ultracinquantenni hanno avuto tra le mani questo attrezzo, sicuramente toccheremmo percentuali altissime, oltre il 90%. Infatti, un altro attrezzo ludico di tanti decenni fa era la FIONDA o, come la chiamavamo noi, A SCIÚNNA. Si componeva di tre parti, tutte della stessa importanza. Prima di tutto A FURCÈDDA che era la parte in legno, se di pino meglio perché i rami più flessibili potevano essere piegati, dopo averli legati cu ferruf'latu e messi sul fuoco, tanto da…

U carrözz

U carrözz Ed eccovi subito una foto d 'n carrözz che mi è stata inviata affettuosamente e celermente da un assiduo visitatore del blog. Era proprio così il mezzo di trasporto ludico tanto usato negli anni '60, e anche prima, per le strade di Piazza. Per l'uso erano indicate soprattutto le strade in discesa, e nella nostra Città, tutta in collina, non mancavano di certo e c'era l'imbarazzo della scelta: via Cavour, via Itria, via S. Stefano, via Castellina, via Roma, via Monte. Bastavano due tavole di legno, di cui…

U P'zz'ferr "tropicale"

U p'zz'ferr posato sui fili della luce con un grillo nel becco P'zz'ferr in volo In questi giorni nelle nostre campagne sono arrivati questi uccelli molto eleganti che per colori del piumaggio non hanno nulla da invidiare a quelli tropicali. Sono i GRUCCIONI che prendono il loro nome dal loro tipico verso "gru gru gru". Sono uccelli diffusi nel bacino del Mediterraneo soprattutto sulle colline e giungono nelle nostre zone tra aprile e maggio, per ripartire ad agosto inoltrato. Nidificano in cunicoli lungo le scarpate sabbiose o lungo le rive…

Oggetto utile ma in disuso

U battàggh (battente o batacchio) Quello nella foto è il cosidetto BATTENTE (o BATACCHIO, BATTAGLIO, MAZZAPICCHIO, PICCHIOTTO, BUSSARELLO) per le porte e veniva usato come l'odierno campanello elettrico. L'elettricità a Piazza vide la "luce" nel 1904 e per oltre un ventennio, per illuminare soprattutto le abitazioni circostanti, funzionò la centrale elettrica alimentata a nafta situata al secondo piano dell'ex Convento delle Carmelitane di Santa Rosalia poi pretura, oggi uffici comunali e, specie di notte, la centrale deliziò col rumore assordante (TUMP, TUMP) le abitazioni circostanti. Anche quando il servizio elettrico…

I cèuzzi rössi

I cèuzzi rössi Come veniva mangiata la ricotta du r'cuttèr così era con altri prodotti della "grande distribuzione" porta a porta. Nel mese di agosto, famoso per la produzione di molti frutti, c'era chi raccoglieva, imbrattandosi da sanguinari alla Dracula (anch'io ho provato questa emozione... anche quella di mia madre che mi guardava al ritorno dalla raccolta), I CÈUZZI RÖSSI. C'era il contadino M'nnèdda (forse il vero cognome era Minnella) che passava cu panèri e panarétti pieni di questi frutti ideali per chi soffriva di stitichezza, e alla modica somma…

A cavagnèdda

A cavagnèdda Due nostri visitatori molto attenti mi hanno fatto notare che quella mostrata ieri (foto in alto) non è a fascèdda bensì a cavagnèdda. Partendo sempre dal principio che c'è sempre da imparare, mi sono premurato a corregere l'errore. Infatti, a fascèdda (foto in basso) di forma cilindrica, di giunco/vimini intrecciati, può contenere anche 500 gr. di ricotta, mentre a cavagnèdda di strisce di canna, molto di meno, solo una porzione, una lingua di ricotta con le scanalature delle canne impresse sulla superfice. A fascèdda cronarmerina.it
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