Cose

Novità sugli organi in Cattedrale

Ritratto di Donato Del Piano, P. Scarano, Casa Comunale, Grumo Nevano (NA) Ecco perché internet è un mezzo formidabile. Il 16 giugno scorso ricevo un commento, riguardante il post “I due organi della Cattedrale” pubblicato due giorni prima su questo sito, dove Antonio Barbera mi faceva notare che aveva letto su un recente studio su Donato Del Piano (1704-1785) che “entrambi gli organi erano stati realizzati da Del Piano successivamente uno ricostruito da Pacifico Inzoli” e, molto diligentemente, allegava il link per leggere l’interessantissima ed esauriente pubblicazione dell’anno scorso di…

Il testamento del cedro

Addio! Piazza Armerina, città dell'anima mia. Io, il Cedro del Libano.Testamento olografo, stilato di mio pugno, due minuti prima di ritornare, alle ore 7.00, martedì, 4 aprile, 2017, nel grembo materno di Gea, Magna Mater. <<Sono il Cedro del Libano, abito nella Piazza del Generalone, sono, quindi, un signore di tutto rispetto, alto circa 20 metri, ho la veneranda età di circa 150 anni (scusate l’approssimazione, allora, non c’era l’anagrafe degli alberi, anzi, mi correggo, qualche anno fa, purtroppo, i registri sono stati divorati dall’ennesimo incendio doloso, che mani sacrileghe…

I due organi della Cattedrale

L'organo di destra, autore Donato Del Piano, 1742 L'organo di sinistra, autore Pacifico Inzoli, 1886 Sino ad oggi tutti sapevamo che nella nostra Cattedrale intitolata a Maria SS. delle Vittorie fosse presente solo un prestigioso Organo, quello di Donato Del Piano le cui note melodiose si ascoltano specie nelle funzioni religiose speciali. Anche se, diciamolo pure, tutti ci siamo accorti che ne sono sempre esistiti due, uno di fronte all'altro, uno a destra e uno a sinistra della navata centrale. Ma è ovvio che questi particolari li notano soltanto coloro…

Rimedi usati al fronte un secolo fa

Alla recente Mostra sulla Prima Guerra Mondiale presso il Circolo di Cultura di Piazza, tra i tanti oggetti che ho potuto osservare uno in particolar modo ha destato la mia curiosità. E' il barattolino in metallo tenuto in mano nella foto che, in un primo momento, mi era sembrato contenente una pomata o unguento per le piccole ferite o per dermatiti varie, invece per saperne di più ho dovuto fare la solita ricerca. Intanto il termine "BOLI" è il plurale di "bolo" ovvero qualcosa che ha a che vedere con…

L'EPIGRAFE del Vespro piazzese scomparsa

Nello stesso volumetto/ristampa dell'edizione "Sicilia-Vespro" redatta in occasione del VI centenario celebrato nel 1882, a pag. 35 viene riportata una Epigrafe che ricorda i tragici momenti di cui Vi ho parlato nei post precedenti (1283 - I 101 militi di Placea; Il VESPRO di Roccella; Fra Bartolomeo da Piazza). L'epigrafe commemorativa fu voluta e realizzata dal nostro Comune nel 1882¹, in ricordo del coraggioso frate francescano Bartolomeo da Piazza che andò in Calabria da re Carlo d'Angiò nel giugno del 1282, e dei cavalieri e degli abitanti della nostra Città…

Andate a vederlo, è del 1433 ca.

Dopo avervi parlato dell'edicola votiva alla base della croce di Santa Maria Gesù, non posso non parlarvi del prezioso affresco che era ospitato su un altare della chiesa di questo luogo fuori le mura e che vi aspetta dal 2011 nella I Sala Rossa della nostra Pinacoteca Comunale di via Monte. Qualche anno fa su segnalazione del critico d'arte Vittorio Sgarbi, la Soprintendenza per i Beni Culturali di Enna curò il restauro dell'affresco della prima metà del quarto decennio del XV secolo (1433 ca.) a cui venne dato il nome…

La Muscatèdda dözz

A sx la piccola campana chiamata Muscatèdda La stessa scultura del lato Sud Qualche visitatore del blog mi ha chiesto quale fosse la campana chiamata Muscatèdda. Potrebbe essere quella sulla sx nella foto in alto. E' la più piccola delle 6 campane presenti sul campanile della nostra Cattedrale. Quattro sono in funzione, tra le quali ci sarebbe la Muscatèdda (piccola e dal suono dolce come gli acini da racìna muscatèdda, dalla quale si ricava u vìngh muscàt dözz dözz), due invece sono a "riposo" sul ripiano di una delle grandi…

Le targhe sui muri/3 ultimo

Targa assicurazione incendio su un portone di una chiesa a Piazza Le targhe, che si diffusero maggiormente in Germania, erano fabbricate con ogni sorta di metallo, più recentemente anche di plastica, e in ogni forma geometrica, riportando svariati stemmi e simboli, oltre al nome della Compagnia. Le più visibili ed esteticamente più accettabili erano quelle in metallo smaltato. E' ovvio che a distanza di decine di anni, per non dire di secoli, le targhe sono diventate oggetti per collezionisti e la più importante collezione è quella americana di New York…

Le targhe sui muri/2

Targa assicurazione incendio sul muro di un edificio di Piazza Si ritiene che la prima targa sia stata affissa tra il 1680 e il 1683, ovviamente dal Fire Office¹, e l'iniziativa fu subito imitata dagli altri assicuratori. Pare che le Fire Brigades², quando accertavano che un edificio in fiamme era assicurato da un'altra compagnia, o non lo era affatto, tornassero indietro astenendosi dall'intervenire, o assistessero inattivi allo spettacolo, a meno che la loro eventuale opera venisse lautamente compensata. L'usanza delle Mark³ si diffuse rapidamente in tutto il mondo, per prima…

Le targhe sui muri/1

Targa incendio sulla facciata di un edificio di Piazza Dopo più di due anni, mi rendo conto che il merito principale di smanettare su questo blog è stato quello di avermi fatto diventare una sorta di curioso a 360°. Questa trasformazione, spero mai sfociata in indiscrezione e invadenza, mi ha fatto scoprire, chiarire e rendere conto del significato di tante cose, più o meno grandi, più o meno antiche, che sono state e continuano a essere sotto gli occhi di tutti. Una di queste curiosità, mai approfondite, è quella che…
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