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Cose

I mòstri p' canalàdi

Doccione o gargolla della nostra Cattedrale Doccione o gargolla del Duomo di Milano Doccione o gargolla del Duomo di Ulma (Germania) Tutti sappiamo che le acque piovane vengono raccolte dal tetto da una canaletta chiamata grondaia o doccia, mentre i tratto terminale della doccia, che serve a scaricare l'acqua lontano dalle pareti esterne degli edifici, si chiama doccione o gargolla. A Piazza uno dei pochi edifici antichi, per non dire l'unico, ad avere dei doccioni molto sporgenti che sembrano dei cannoni, mentre gli altri hanno soltanto mascheroni, è l'edificio della…

I carröbbi

I carröbbi Questo è anche il periodo che si possono vedere e acquistare le carrubbe (in gallo-italico, carröbbi). Queste sono i frutti della pianta del carrubbo spontanea e sempreverde tipica del bacino del Mediterraneo, ma presente sino in Portogallo e molto resistente nelle zone aride. Oltre a carrubbe i frutti si chiamano vajane e nei tempi passati integravano l'alimentazione dei nostri avi e delle loro cavalcature, mentre oggi, private dei semi, vengono usate per l'alimentazione del bestiame. Ma la farina di carrubbe, ricca di zuccheri naturali e di carboidrati, è…

I gazzalòri

Insieme alle sorbe questo è il periodo in cui si trovano anche î gazzalòri. A gazzalòra in italiano è chiamata al maschile azzeruolo o lazzeruolo ed è originaria dell'Asia Minore e dell'Africa Settentrionale. E' una delle fonti naturali più importanti di vitamina C. Prima se ne faceva grande consumo, anche perché si frequentavano molto, proprio in questo periodo, le campagne per la raccolta delle nocciole che, economicamente e come abbiamo visto nei post precedenti, erano considerate "l'oro di Piazza". Da parte mia le consumavo piacevolmente, specie quelle un po' mature,…

I fönzi

Un cesto di Pleurotus eryngii o fungo di ferla I funghi Costituiscono un alimento prelibato che viene messo a disposizione dalla natura. Serve la passione per poterli andare a cercare e un minimo di nozioni tecniche per poterli riconoscere e distinguere se velenosi o commestibili. Difatti, sotto la bellezza e il colore di alcuni funghi può nascondersi l'insidia del veleno, anche mortale. Questo perché molte persone inesperte si affidano ai personali criteri di valutazione, con i quali ritengono erroneamente di poter distinguere i funghi buoni da quelli cattivi. Ritenere tossico…

Si pròpiu 'na sciòrba!

In questi giorni si vedono nelle cassette riposte ntê llàppi degli ambulanti questi frutti prelibati che si chiamano in italiano SORBE (Sorbus domesticus), in lingua gallo-italica SCIÒRBE. E' un frutto che fiorisce tra aprile e maggio, ma che matura tra agosto e settembre. Un tempo era molto diffuso in prossimità delle case di campagna per venire consumato fresco o per essere essicato per l'inverno a integrarazione della magra alimentazione. Dalla fermentazione si otteneva una bevanda alcolica. Ormai chi coltiva la pianta lo fa solo per ornamento. La poca consistenza del…

... e queste del 1971?

Ve le ricordate le palline clic clac? Niente di eccezionale, ma per un bel po' per le strade non si sentiva altro che il tipico rumore di mitragliatrice: TA TA - TA TA - TA TA. Due palline di plastica di ca. 3 cm. di diametro, attaccate a due pezzi di cordicella (quella per le zineffe per intenderci) di ca. 20 cm., tenute insieme da un altro frammento di plastica, che consentiva la presa tra il pollice e l'indice, venivano scutòlade o tranculìade come bacchètta da maestro d'orchestra o batterista,…

O Zzaffagghiöngh

Il gioco du zzaffagghiöngh¹ in italiano corrisponde allo schiaffo del soldato, molto diffuso e molto "divertente" da praticare con tanti amici (si spera veri amici) di solito più anziani degli adolescenti e quindi in età da servizio militare appunto (18 anni). Un giocatore, dopo la conta, si posiziona di spalle e con il palmo della mano rivolto verso i compagni. Uno di questi lo colpisce con uno schiaffo sul palmo della mano e solo a questo punto il giocatore si gira per cercare di indovinare chi è stato a colpirlo,…

Il nostro smartphone

Altro gioco di tanto tempo fa era quello del telefono col filo. Alcuni lo chiamavano anche telefono senza filo, ma come ben vedete il filo c'era, eccome! Infatti, senza filo, mettendo l'orecchio dentro al barattolo, non si sentiva un bel niente. Invece col filo, anche a una distanza di 10, 15 metri, tendendolo molto bene, si sentiva la voce del compagno, anche se parlava a bassa voce. Bastavano due lattine, o meglio due BUÀTTE D PÖM'DAMÖR PELÀTI, o più recentemente, due bicchieri di plastica, una diecina di metri D SPÀGU…

Il vino d'Arabia

Una leggenda maturata intorno al VI secolo d.C. in seno alla cultura islamica, narra che un giorno il profeta Maometto si sentì talmente male da far temere per la sua stessa vita. Allah il misericordioso, che aveva in serbo per lui ben altri progetti che non farlo morire a causa di un morbo oscuro, confezionò una pozione che affidò direttamente alle mani dell'arcangelo Gabriele, affinché si precipitasse sulla terra per somministrarla all'illustre moribondo. La bevanda, scura come la Kaaba, la "sacra pietra nera" della Mecca, compì il miracolo: Maometto si…

A meffa

La Meffa è uno dei giochi più semplici e tradizionali che esistono. In italiano corrisponde al gioco dell'inseguimento o acchiappino. Del termine meffa non sono riuscito a scoprire un bel niente, ogni volta che su google cliccavo "meffa" mi collegava al cantante Neffa. Chissà, forse è di origine araba o ha qualcosa in comune con la muffa, boh ?! Il gioco non ha bisogno di attrezzi e consiste nell'inseguire e nel toccare dicendo meffa al compagno, che una volta toccato lo sostituisce nel ruolo. Se lo si vuole più divertente…
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